VUOI VISITARE IL TRENTINO?
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N.
12 itinerari montani per i turisti che visitano il Trentino in camper e non.
Per chi vuole trascorrere alcune giornate in Trentino, la prima tappa d’obbligo è la visita alla città di Trento, capoluogo di regione. Per maggiori informazioni e il dettaglio delle visite guidate gratuite alla città contattare l’Azienda di Promozione Turistica di Trento (tel. 0461 983880). La città di Trento offre ai camperisti due aree di sosta tutte gratuite: la prima si trova in zona centrale a 5 minuti a piedi dal Duomo e dal centro storico, ossia presso il piazzale Sanseverino, dove ci sono nove posti riservati alle autocaravan; unica nota negativa: il parcheggio si trova a ridosso della ferrovia che attraversa la città. La seconda, unica dotata di camper service, si trova a 50 metri dall’uscita del casello autostradale Trento Centro, presso l’area ex Zuffo, da lì si può raggiungere il centro a piedi in 15 minuti oppure utilizzando i bus-navetta che portano gratuitamente direttamente in centro e viceversa. Una volta visitata la città, con il centro storico, i musei e soprattutto il Castello del Buonconsiglio, ci si può dedicare ad ossigenare i polmoni, attraverso numerose escursioni sulle montagne che contraddistinguono la regione.
Il primo itinerario tocca parte delle montagne (da est) che circondano la città di Trento. Dopo aver raggiunto il rione di Villazzano e parcheggiato il camper presso il campo sportivo, recarsi in loc. Grotta di Villazzano e seguire a piedi le indicazioni per la località Bindesi che porta all'omonimo rifugio a quota 604 metri, dal quale si può ammirare una vista panoramica eccezionale su tutta la città. Il rifugio Bindesi, che si trova adiacente alla palestra di roccia dei Bindesi già frequentata negli anni '20 - '30 dagli alpinisti trentini, si può raggiungere anche con l'autobus urbano (capolinea n. 6) e, quindi, proseguire a piedi per mezz'ora sul sentiero SAT n. 412 attraverso il Parco della Pinara. E' aperto tutto l'anno nei fine settimana (tel. 0461 923344). Dal rifugio si può intraprendere l'ascensione alla Cima della Marzola (mt. 1.738) seguendo il sentiero SAT n. 412 in 3 ore e 15 minuti, toccando il rifugio Maranza a mt. 1.071 (aperto tutto l'anno - tel. 0461 920056), quindi il Bivacco Bailoni a quota mt. 1.650 e da qui in breve alla cima.
Anche questo itinerario, come il precedente, tocca le montagne che sovrastano la città di Trento, questa volta dalla sponda occidentale della città. Da Trento seguire le indicazioni per Madonna di Campiglio e, usciti dalla città, dopo 5 chilometri seguire le indicazioni per il Monte Bondone e la località Viote. In quest'ultima è allestito un ampio parcheggio (gratuito in estate e a pagamento nel periodo invernale) adiacente al Centro Fondo Viote (mt. 1.539). Da lì si prosegue a piedi per il giro delle tre cime del Bondone. A 400 metri dal parcheggio si trova il rifugio Viote/Tambosi (tel. 0461 948162), aperto tutto l'anno, dove è d'obbligo una visita all'annesso Orto Botanico Alpino del Museo Tridentino di scienze naturali.
Questo itinerario parte da Malga Nambino (ampio parcheggio gratuito sterrato), a 1 chilometro da Madonna di Campiglio, e dopo un'ora si raggiunge il rifugio Nambino (aperto da giugno a settembre - tel. 0465 441621) a mt. 1.790 e l'omonimo lago glaciale, attraverso un comodo sentiero (n. 267), abbracciando con lo sguardo il Gruppo del Brenta. Da lì si può raggiungere in un'ora il lago di Pradalago a mt. 2.082 e il rifugio Viviani/Pradalago (aperto da metà giugno a metà settembre - tel. 0465 441200).
Le Dolomiti di Brenta con la Cima Tosa fanno da cornice a questo spettacolare itinerario, che parte da Madonna di Campiglio. Il camper va lasciato nell’unico parcheggio (a pagamento: 5 Euro tutta la giornata e 2 Euro la notte) in cui si può sostare con il camper, nella parte alta di Madonna di Campiglio all’uscita del paese. Da lì si scende attraversando tutto il paese e, subito dopo il laghetto, seguire le indicazioni per il rifugio ristorante Vallesinella. All’inizio della strada che porta al rifugio, vige un divieto di transito ai camper, vista la ristrettezza della strada, per questo motivo bisogna lasciare il camper nel parcheggio sopra descritto. Consiglio di portare con se le biciclette per percorrere il tratto di strada lungo 3 chilometri e mezzo e totalmente pianeggiante che dal bivio di Madonna di Campiglio porta al rifugio Vallesinella. Dal rifugio prendere il sentiero n. 317 che, dopo 50 minuti, porta al Rifugio Casinei (mt. 1825 – aperto da metà giugno a metà ottobre – tel. 0465 322821), crocevia di molte escursioni sul Brenta. Prendere il sentiero n. 318 per raggiungere il suggestivo e spettacolare Rifugio Tuckett a quota mt. 2272 (aperto da metà giugno a metà settembre – tel. 0465 441226) dopo un’ora e mezza. Il rifugio, situato ai piedi delle pareti verticali del Castelletto e della Cima Brenta, è stato costruito nei primi del 1900 ed è sede ideale per organizzare corsi di roccia e alpinismo, avendo una palestra di roccia attrezzata sulle pareti del Castelletto. Da lì seguire il sentiero n. 317 che, dopo un’ora, porta al Rifugio Brentei a quota mt. 2176 (aperto da metà giugno a metà settembre – tel. 0465 441244) ai piedi della Cima Tosa. Per i camminatori più incalliti c’è la possibilità di raggiungere il Rifugio Alimonta a quota mt. 2580 ai piedi della Vedretta degli Sfulmini (aperto da metà giugno a metà settembre – tel. 0465 440366) raggiungibile dopo un’ora di camminata seguendo il tortuoso sentiero n. 323 oppure il Rifugio Pedrotti e Tosa, passando per la Bocca di Brenta a mt. 2552 con il sentiero SAT n. 318, dopo un’ora e mezza di cammino. La strada del ritorno offre due possibilità: o seguire a ritroso lo stesso sentiero n. 318 fino al bivio che porta al Rifugio Tuckett e quindi proseguire per il Rifugio Casinei, oppure prendere il sentiero n. 391 che corre quasi parallelo al sentiero precedente ma a quota un po’ più bassa e porta direttamente al Rifugio Casinei dopo un’ora e mezza.
Da Madonna di Campiglio ci si sposta con il camper di un paio di chilometri, raggiungendo Passo Campo Carlo Magno. Da lì seguire le indicazioni per il ristorante Palù della Fava (ora chiuso per "problemi burocratici") attraverso un breve tratto di strada sterrata. Parcheggiare il camper vicino al suddetto ristorante e proseguire a piedi attraverso una comodissima strada forestale e quindi il sentiero n. 201, adatto a gruppi familiari. Dopo un'ora si raggiunge il rifugio Lago delle Malghette (aperto da giugno a settembre - tel. 0465 440814) e l'omonimo lago a mt. 1.891 ai piedi della Presanella. Dal rifugio si possono raggiungere altri due rifugi situati in direzioni opposte: rifugio Orso Bruno (aperto da luglio a metà settembre e dalla metà di dicembre alla metà di aprile - tel. 0463 796160) a mt. 2.170 raggiungibile dopo 40 minuti attraverso il sentiero n. 201, oppure il rifugio Viviani/Pradalago (aperto da metà giugno a metà settembre - tel. 0465 441200), raggiungibile dopo 50 minuti di cammino.
L'itinerario si sviluppa nella catena del Lagorai. Dopo aver lasciato il camper nell'area attrezzata di S. Martino di Castrozza (€ 8 per 24 ore, compreso carico e scarico acque), seguire l'indicazione per Malga Ces (mt. 1.670) e quindi per il rifugio Colbricòn (tel. 348 7952430) a mt. 1.927. Il rifugio, raggiungibile dopo circa un'ora e mezza dal parcheggio di S. Martino di Castrozza, attraverso il sentiero n. 14, è aperto da metà giugno a metà settembre. Dal rifugio è possibile raggiungere Passo Rolle (mt. 1.955), dopo circa 45 minuti. Dal Passo proseguire, attraverso una comoda strada sterrata, per circa 20 minuti, raggiungendo il rifugio Capanna Cervino (mt. 2.082) e, quindi, dopo altri 20 minuti, la Baita Segantini a mt. 2.170. Si può raggiungere S. Martino di Castrozza percorrendo il tragitto a ritroso, oppure seguendo il sentiero n. 11 che corre tutto in discesa adiacente alla Strada Provinciale e al torrente Cismon.
Il Catinaccio - Gruppo del Latemar - è il protagonista di questo spettacolare itinerario. Dopo aver parcheggiato il camper nel parcheggio gratuito a valle della seggiovia quadriposto che si trova tra il Lago di Carezza (o quello che ne rimane) e il Passo Costalunga (Val di Fassa), è possibile salire sulla seggiovia (consigliato!) (€ 7 sola andata per gli adulti e € 4 per i bambini) che porta al rifugio Paolina (aperto da giugno a ottobre e da dicembre a marzo - tel. 0471 612008) a mt. 2.125 ai piedi del Roda di Vaèl, oppure percorrere il sentiero che corre lungo il percorso della seggiovia. Dal rifugio Paolina si prosegue lungo il sentiero del "Masarè" (n. 539 e n. 549) e si raggiunge, dopo 50 minuti, il rifugio Roda di Vaèl (tel. 0462 764450a mt. 2.283, aperto da metà giugno a metà settembre), transitando davanti all'aquila in ferro dedicata a Theodor Christomannos, padre del turismo alpino nelle Dolomiti.
Anche in questo itinerario il Gruppo del Latemar fa da protagonista, questa volta con il Sassolungo.Il camper viene lasciato presso il parcheggio del Passo Sella e da lì ci si incammina per toccare ben 7 rifugi: il primo è il rifugio Valentini a mt. 2.218 (aperto da metà giugno a metà settembre e da metà dicembre a metà aprile - tel. 0462 750220); il rifugio Salei (mt. 2.225 - aperto da metà giugno a metà settembre e nel periodo da Natale a Pasqua - tel. 0471 794000) è il secondo che si incontra, dopo 10', lungo il sentiero n. 557 in direzione Col Rodella. Il terzo è il rifugio Des Alpes (aperto da metà giugno a metà settembre e nel periodo da Natale a Pasqua - tel. 0462 601184) situato ai piedi del Col Rodella a quota 2.440 mt. raggiungibile dopo 20 minuti e quindi si arriva dopo pochi minuti al rifugio Col Rodella (aperto da metà giugno a metà settembre - tel. 337 521973) situato sulla vetta dell'omonimo monte a quota mt. 2.486. Si scende lungo lo stesso sentiero n. 557 e ci si incammina verso il rifugio Friedrich August (aperto da metà giugno a metà settembre e da dicembre ad aprile - tel. 0462 764919) situato a quota 2.300 mt. dopo 20'. Si prosegue sullo stesso sentiero e si arriva, dopo 40 minuti, al rifugio Sandro Pertini (mt. 2.300) (aperto da metà giugno a metà settembre - tel. 0462 750045) situato in loc. Pian dei Sassi. Proseguendo ancora per altri 50 minuti si arriva al rifugio Sassopiatto in loc. Giogo di Fassa a mt. 2.301 (aperto da giugno a settembre - tel. 0462 601721). Il percorso si percorre a ritroso per raggiungere il parcheggio di Passo Sella.
Mantenendo ancora il camper parcheggiato presso il parcheggio del rifugio Passo Sella (mt. 2.180), si prende la ovovia biposto (prezzi di sola andata: € 8 per adulti e € 5 per bambini dai 6 ai 12 anni) che, attraverso la forcella del Sassolungo, porta al rifugio Toni Demetz a quota mt. 2.681. Da lì si scende lungo un sentiero tortuoso e sassoso, raggiungendo dopo 40' il rifugio Vicenza (mt. 2.253). Proseguendo il giro del Sassolungo (la cui vetta è a mt. 3.181) lungo il sentiero n. 526, si arriva dopo un'ora e mezza al rifugio Comici a quota mt. 2.153. Il percorso si conclude, dopo 40 minuti lungo un comodo sentiero e strada sterrata, al parcheggio di Passo Sella.
Questo itinerario si sviluppa nell'incantevole Val di Fassa e più precisamente a Pozza di Fassa in loc. Meida. Il camper va lasciato 500 mt. prima della Malga al Crocifisso (c'è un divieto di transito ai veicoli aventi larghezza superiore ai 2 mt.!), in prossimità del campeggio Sass Maor. Si raggiunge a piedi la Malga al Crocifisso lungo la strada asfaltata e si prosegue ancora per altri 400 mt., fino al divieto di transito per tutti gli autoveicoli. Da lì parte il bus-navetta (prezzi andata e ritorno: € 3,5 adulti e € 2 bambini), unico mezzo autorizzato al transito, che porta al rifugio Baita Monzoni (mt. 1.792 - aperto da metà giugno a metà settembre e nella stagione invernale - tel. 337 452935) e quindi alla Malga Monzoni a quota mt. 1.862 (capolinea del bus-navetta). Da lì si raggiunge dopo 50' il rifugio Vallaccia a mt. 2.275 (aperto da metà giugno a metà settembre - tel. 0462 764922) che offre un'incantevole panoramica sulla Marmolada. Si percorre a ritroso lo stesso sentiero n. 624 fino al bivio che porta dopo 15' al rifugio Taramelli (aperto da metà giugno a metà settembre - tel. 0462 230305) a quota 2.040, gestito dai giovani della Sezione Universitaria della SAT. Da lì si prosegue lungo il sentiero n. 604 che risale la Valle delle Selle passando dal laghetto delle Selle e al Passo delle Selle a mt. 2.529; tempo di percorrenza dal rifugio Taramelli al Passo delle Selle: un'ora circa.
Questo itinerario è il più impegnativo, particolare e affascinante di quelli che propongo, ma garantisco che la soddisfazione di averlo portato a termine è unica. Innanzitutto bisogna recarsi in Val di Sole e quindi raggiungere la Val di Rabbi e deviare per la Val di Saènt. Da Piazzola di Rabbi la strada si presenta subito stretta, in salita e tortuosa, ma è niente in confronto a quello che riserva più avanti, passando attraverso un gruppo di case del piccolo borgo di Somrabbi. L'abilità di guida dei camperisti, anche dei più esperti, viene messa a dura prova passando tra le mura di due case e, inoltre, bisogna fare i conti con un poggiolo basso in legno che sembra essere lì pronto a sfidarci. Quindi bisogna prestare molta, molta ma molta attenzione!!! Però, se ci sono passato io con il mio mansardato da 6,80 mt. e bauliera maxi sul tetto .....! Se riuscite a superare questa "prova di abilità" arriverete dopo circa un chilometro in loc. Coler, al parcheggio a pagamento (€ 2,5 per tutta la giornata) del Rifugio Fontanino (mt. 1.381), dove si parcheggia il camper (l'addetto alla cassa del parcheggio mi ha detto che i camper che vengono fin lì sono davvero pochi, vista la difficoltà nell'attraversare l'abitato di Somrabbi, per cui la mia soddisfazione di essere tra questi "pochi" è doppia). Da lì parte il bus navetta (costo del biglietto: € 1 andata e ritorno per gli adulti, mentre i bambini sotto il metro di altezza: gratis) che porta a Malga Stablasolo (a mt. 1.539), risparmiandoci 20 minuti di cammino. La mèta dell'itinerario è il rifugio Silvio Dorigoni a quota mt. 2.436 (aperto da metà giugno a metà settembre - tel. 0463 985107), che si raggiunge dopo 3 ore e mezza di cammino (le cartine dicono 3 ore), passando dalle Cascate di Saènt (basse e alte), dal Rifugio Dos de la Cros e da Malga Stablet. Costruito nel 1903 dalla SAT, il rifugio Dorigoni fa parte del Parco Nazionale dello Stelvio, sorge in prossimità di un piccolo lago alpino ed è aperto da metà giugno a metà settembre. Da lì gli amanti dell'alta montagna trovano "pane per i loro denti", infatti il rifugio risulta il crocevia di molte escursioni sopra i 3.000 metri: Bocca di Saènt (mt. 3.121), Cima Càreser (mt. 3.189), Cima Venezia (mt. 3.386) e Cima Campisol (mt. 3.162). In serata, il ritorno con il camper implica, naturalmente, la stessa "prova di abilità" al contrario, ma ormai il ghiaccio è stato rotto, quindi non dovreste avere alcun problema nell'attraversare l'abitato.
Il viaggio continua, ritornando sulla statale e spostandoci dalla Val di Rabbi alla Val di Pejo in direzione Passo del Tonale. Dopo circa un'ora e mezza di strada, passando da Malè, Dimaro e Mezzana, si arriva a Cògolo, da dove parte una strada chiusa di 8 km. totalmente asfaltata, tortuosa, in leggera salita e larga 4 metri! Inoltre c'è un cartello indicante il divieto di circolazione ai mezzi aventi altezza superiore a 3 metri (il divieto non si riferisce a pontili o sporgenze varie, bensì ad eventuali rami bassi di alberi, ma che, nel mio caso, non hanno creato alcun problema per la circolazione). Sperando che non arrivino macchine in senso contrario, visto che le piazzole di manovra lungo la strada sono poche, si arriva al parcheggio (pernottamento) di una Centrale dell'ENEL adiacente al rifugio Malga Mare a quota 2.031 mt. Da lì parte il sentiero n. 102 che, oltrepassando Pian Venezia (mt. 2.283), raggiunge dopo un paio d'ore, il rifugio Cevedale "G. Larcher" a quota 2.608 mt. (aperto da metà giugno a metà settembre - tel. 0463 751770). Una variante per il ritorno è il "Giro dei laghi del Cevedale" con cui, passando per il Lago delle Marmotte (a mt. 2.704) e per il Lago Lungo (mt. 2.553), si scende a Pian Venezia e quindi si arriva al rifugio Malga Mare.