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Taormina, gli angoli, le atmosfere e i colori
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Peregrinando nel suo viaggio in Sicilia, Johann Wolfgang Goethe
giunse nel 1787 a Taormina e rimase estasiato dall’incantevole
scenario.
"A destra su due alti rupi stanno castelli, sotto si stende
la città, scrisse nel suo diario, e benché queste costruzioni
siano di un’epoca recente, si deve pur pensare che anche
anticamente ce ne stavano sullo stesso posto. Poi si vede tutta
la schiera dell’Etna, a sinistra la spiaggia fino a Catania, o
magari a Siracusa; l’enorme fumante montagna di fuoco chiude
l’ampia veduta, senza nulla di spaventoso; l’atmosfera si
addolcisce e la fa sembrare più lontana e più mite di quanto
è in realtà".
Il 6 Maggio di quell’anno il grande viaggiatore tedesco ammirò
anche l’anfiteatro e riposandosi sulle gradinate superiori
ammise "che mai il pubblico di un teatro ebbe avanti a sé
una simile visione".
Parole scritte oltre 200 anni addietro. Oggi quasi nulla è
cambiato.
Gli angoli, le atmosfere, i colori di Taormina incantano i nuovi
viandanti così come incantarono Goethe.
In ogni stagione il suo fascino irresistibile cattura sia coloro
che amano una vacanza tranquilla, a contatto con la natura, sia
quelli che la desiderano carica di movimento, emozioni ed
incontri. Inoltre i grandi appuntamenti internazionali con la
cultura contribuiscono a fare di Taormina il polo di riferimento
per la conoscenza di tutte le altre realtà turistiche
siciliane.
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