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TORINO: SUSA, NON SOLO ROMANA E MEDIEVALE
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A Susa (Torino), città famosa soprattutto per i resti dell’età
Romana e per il Castello medievale di Adelaide, da due anni è
stato istituito un interessantissimo Museo Diocesano d'Arte
Sacra, espressione del cammino storico-artistico e culturale del
popolo della Valle di Susa.
Si tratta di un progetto articolato in una “struttura
diffusa”, che affianca cioè alla sede centrale segusina le
sedi staccate site a Melezet, San Giorio di Susa, Giaglione e
Novalesa. Il percorso della sede centrale segusina, ospitata
presso il complesso della Madonna del Ponte di Susa, è stato
progettato per poter affiancare, negli stessi locali, due
diverse tipologie espositive.
La prima è di carattere permanente e propone gli oggetti
d’arte appartenenti al Tesoro della Cattedrale di San Giusto,
al Tesoro della Chiesa della Madonna del Ponte, le oreficerie e
la statuaria lignea provenienti da varie parrocchie ed enti
della Diocesi di Susa, oltre ad una imponente collezione di
paramenti liturgici. Le opere esposte coprono un arco temporale
che va dal VI al XX secolo, e alcune di esse sono ritenute dai
critici fondamentali a livello europeo. Accanto ad opere antiche
convivono quadri e statue prodotti da artisti contemporanei,
quali Tino Aime, Anna Branciari, Luciano Francone, Lia Laterza,
Francesco Tabusso e Sergio Unia. Il secondo ambito espositivo è
stato invece progettato in modo dinamico, volto ad accogliere,
nei locali che ospitano l’esposizione permanente, mostre
annuali a tema.
La sezione staccata di Novalesa, verrà aperta al termine della
Primavera del 2003.
Essa sarà ospitata presso la Cappella della Confraternita del
Santissimo Sacramento, annessi alla seicentesca Parrocchiale di
Santo Stefano. In essa saranno esposte opere datate tra il VI e
il XVIII secolo e una collezione di quadreria includente opere
delle scuole del Caravaggio e del Rubens, di Le Moyne e di
Daniele da Volterra.
Nella sede di Melezet (Bardonecchia)Il Museo ospita opere di
argenteria, statuaria lignea, dipinti e paramenti provenienti
dalle cappelle della conca di Bardonecchia, in particolare dalle
chiese parocchiali di Melezet e Les Arnauds, e dalle cappelle di
San Sisto, San Sebastiano, San Rocco, del Sacro Cuore e del
Carmine.
Le testimonianze artistiche vanno dal XV al XX secolo, e tra di
esse si trovano numerosi oggetti che hanno suscitato nel tempo
l'interesse degli storici dell'Arte: spiccano le tavole dipinte
provenienti dalla cappella del Coignet, opera del Maestro del
Coignet datata al 1490-1500; la croce processionale del 1520-29,
opera dell'orafo brianzonese Yppolite Borrel; la splendida
Madonna lignea opera del Maestro della Messa di San Gregorio,
datata al primo decennio del 1500; l'ancona lignea portatile
raffigurante San Sisto e la Madonna col Bambino; una serie di
reliquiari a braccio databili a XVII secolo, e alcuni
contraltari in cuoio impresso e dipinto.
A Giaglione, già da diversi anni è aperto, presso un’ala
della casa parrocchiale di il Museo di Arte Sacra, il quale
rappresenta una raccolta significativa di arte sacra alpina,
dove sono state radunate ed esposte le principali opere di
statuaria lignea e oreficeria collocate in precedenza presso
alcune cappelle site nel territorio della parrocchia. In
particolare è presente una interessante raccolta di statue
della scuola dei Clappier di Bessan, in Maurienne.
E infine, San Giorio: fu nel 1328 che il castellano di S. Giorio,
Lorenzetto Bertrandi, fece erigere una cappella cimiteriale
dedicandola al suo protettore san Lorenzo. Egli la fece
completamente affrescare sia all'esterno che all'interno da un
pittore franco - piemontese. All'esterno ormai non rimane che un
frammento sul lato sud, ma l’interno è completamente decorato
da un ciclo pittorico affascinante, recentemente restaurato, da
cui è possibile trarre un'appassionante lettura teologica.
tutte le sedi museali sono visitabili su appuntamento telefonare
al numero 0122-622640 o scrivere a
museo@centroculturalediocesano.it
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