SESSO IN CAMPER
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SESSO
IN CAMPER, LA PAROLA AL MEDICO
Quando, aimé, anni or sono per motivi
inerenti la mia attività lavorativa mi trovai ad occuparmi di psicologia del
comportamento, mai avrei immaginato che le nozioni così apprese avrebbero
potuto servirmi per analizzare il comportamento sessuale dei camperisti.
Ma, ancorchè questo sia il tema, non mi
sembra il caso di trattarlo in alcun modo che possa apparire didattico o, men
che meno, autobiografico, ma piuttosto credo conveniente dare spazio ad una
smaliziata riflessione su ciò che, di solito, si fa ma non si dice.
La prima considerazione utile, anche se di
ordine generale, è l’aver presente che, a differenza dei cuccioli degli altri
mammiferi, i quali richiedono pochi mesi di vita per raggiungere
l’autosufficienza, il bambino soprattutto a motivo della sua grossa testa,
nasce piuttosto immaturo ed ha bisogno di parecchi anni per sviluppare le
complesse funzioni encefaliche, caratteristiche della specie.
Difficilmente, quindi, la sola femmina,
come per lo più avviene per gli animali sarebbe in grado di far fronte
all’impegno di allevare la prole senza la costante e fattiva collaborazione
del maschio.
Questa necessità, inderogabile per la
sopravvivenza della specie umana, ha profondamente inciso sulla dinamica
sessuale condizionandola di conseguenza.
La piena sessualità si esprime quindi in
un accoppiamento stabile ed esclusivo, che non trova se non approssimativi
paragoni con gli altri esseri viventi, cementato da una attrazione sessuale,
premessa significativa per l’accoppiamento stesso che ha modificato il ciclo
biologico della donna, così da renderla appetibile e fertile con cadenza
mensile, tale da costituire uno stimolo continuativo nel tempo per le pulsioni
maschili.
Il fenomeno è così radicato da far
considerare la tutela della prole come uno dei motivi dell’evoluzione della
società umana e da determinare i comportamenti dei singoli anche in assenza
della prole stessa.
Se è lecito avvalersi di grandi esempi
anche per le piccole cose, in questo contesto il camper si pone come una
ulteriore possibilità di convivenza del nucleo familiare, consentendo la
fruizione del tempo libero in simbiosi con i più piccoli senza essere troppo
limitati dalle loro esigenze.
Unica avvertenza è quella di non sommare
sullo stesso mezzo, più nuclei familiari con bambini ad evitare, salvo casi
particolarmente favorevoli, il risveglio di atavici sentimenti di concorrenza
vitale.
Oltre a questo aspetto, per certi versi
buonista, non ci si può tuttavia nascondere come il significato della famiglia
sia andato affievolendosi in ragione della migliore organizzazione sociale, che
ha posto in essere forme diversificate di tutela, della emancipazione femminile,
tale da rendere sempre meno richiesta la presenza della figura paterna, e,
comunque in un contesto di parità tale da indebolirne il senso attribuito alla
discendenza.
La perdita del significato, carismatico
della procreazione apre l’orizzonte all’esercizio della sessualità come
elemento fine a se stesso, alla stregua degli altri beni di consumo.
Anche la vita itinerante può essere vista
sotto questo profilo.
Per chi ha figli, nel caso, è meglio che
li lasci altrove; la ristrettezza degli spazi e la promiscuità potrebbero
determinare situazioni pregiudizievoli per chi non abbia, al riguardo,
spregiudicate metodiche educative.
Possiamo quindi prendere in considerazione
varie possibilità.
Una è insita nelle caratteristiche stesse
del camper e la definirei: “Alla ricerca dell’avventura”.
Da soli od in gruppo, la possibilità di raggiungere i luoghi che la fantasia ci
indica più propizi a nuove conoscenze ed amicizie rappresenta una forte
premessa per concretizzare incontri, non altrimenti realizzabili, nel più puro
spirito dell’imprevisto e della causalità.
Meno imprevedibile è invece la possibilità,
supportata un po’ dalla curiosità di sperimentare il mezzo e un po’ dal
piacere del viaggiare, di coinvolgere un partner prescelto in una vacanza al
riparo da occhi indiscreti e domande inopportune od imbarazzanti.
Nè bisogna sottovalutare l’importanza
dell’itinerario, la possibilità di variare, a seconda delle circostanze,
tempi e luoghi di soggiorno e, per chi è in grado di apprezzarlo, il sottile
piacere di essere così vicini, ed, al tempo stesso, isolati dal mondo
circostante. Tutto ciò può valere anche per la propria moglie, o, su tempi di
pari opportunità, per il proprio marito: un rapporto stanco ed appannato dalla
consuetudine ne trarrebbe giovamento.
Nè si può tralasciare, con qualche
licenza per il comune senso del pudore, l’espressione di forme meno consuete
di sessualità: una vacanza itinerante iniziata in compagnia di un amico (o,
nell’altro caso, amica) nel senso tradizionale del termine, può rivalersi,
con il passare dei giorni, occasione di intimità ed esperienze inaspettato ed
altrimenti imprevedibile.
Una citazione a parte merita lo scambio di
coppia: premesso che la cosa interessa prevalentemente chi è già predisposto,
non vi è dubbio che, ove il rapporto non sia frettoloso e superficiale al di
fuori del normale ambito di vita favorisce l’instaurarsi del nuovo rapporto.
Non è infine da sottovalutare
l’interesse dei giovani per la casa con le ruote: esclusa l’ipotesi di un
fugace amplesso in auto, con l’ansia della concomitanza di pericolose
compagnie, nè potendo disporre di una propria abitazione, il camper diventa
l’oggetto del desiderio, per i livelli di confort che offre, sia in occasione
delle vacanze ma anche, più semplicemente, come punto di riferimento quando è
posteggiato.
Un po’ di rammarico può nascere quando a chiedere le chiavi sono i propri
figli: ma, d’altra parte, sic transit gloria mundi.
SESSO IN AUTO E CAMPER, LA NORMATIVA
ARTICOLO SCRITTO DAL DR. MICHELE LEONI, G.I.P. PRESSO IL
TRIBUNALE DI FORLI’, PER IL GIORNALE “IL CENTAURO” ED
INSERITO ANCHE SUL SITO INTERNET DELL’ASAPS
L'automobile, è
assodato, ai fini della legge penale è equiparata ad un luogo di privata
dimora. Salvo che, per tutto quello che essa lascia vedere o intravedere del suo
interno, essa non possa (o non debba) essere considerata anche luogo aperto o
esposto al pubblico.
Quindi, come luogo di privata dimora, è liberamente fruibile ai
fini della propria vita sessuale. Ma con opportuni accorgimenti, per non
rischiare l'incriminazione per atti osceni (art. 527 cp) o atti contrari alla
pubblica decenza (art. 726 cp). Vedere (o intravedere, o intuire) cosa succede
dentro la macchina, fra due (o più) persone, o da parte di una sola persona,
non sempre è agevole, immediato, scontato.
Bisogna considerare una casistica varia, e non è facile
identificare criteri di massima per ritenere gli elementi costitutivi di questi
due reati (in particolare, per quanto concerne l'elemento oggettivo,
l'esposizione al pubblico). La giurisprudenza ha detto che costituisce luogo
esposto al pubblico un'automobile stazionante sulla pubblica via, qualora non
abbia le tendine abbassate e anche se gli atti all'interno compiuti avvengano di
notte, essendo infatti sempre concretamente possibile che i fari di altri
veicoli consentano a chiunque di vedere nell'abitacolo (Cass. 2277/1976). Questa
sentenza, comunque, è chiaramente datata. Oggi è molto difficile trovare auto
con le "tendine" interne (tipo pullman, o treno). Meglio parlare
quindi, genericamente, di "accorgimenti", come recita un'altra
sentenza (pure assai remota) della Suprema Corte, per la quale gli atti osceni
in automobile possono ricorrere "in relazione alla possibilità in concreto
di vedere dall'esterno attraverso i vetri ciò che avviene all'interno",
per cui il reato "esula soltanto quando, per gli accorgimenti usati dagli
occupanti, sia escluso, non aprendo gli sportelli, ogni pericolo di visibilità,
anche fugace, dell'atto osceno" (Cass. 1121/1971, negli stessi termini
sostanziali si era già espressa Cass. 1833/1969). Quindi, anche l'uso di
cartoni o fogli di giornale, al posto delle tendine, è efficace, anzi
auspicabile. Attenzione, però, ad aprire lo sportello, anche solo per un fugace
attimo (magari per gettare via un mozzicone, o altro), perché ciò che può
imprimersi, in quell'attimo, nella mente di un occasionale passante è fonte di
turbamento (attraverso il ricordo ossessivo o l'elaborazione fantastica o
quant'altro che a questi possa poi derivare). Ma per quanto riguarda queste
ipotesi così restrittive, possono però sorgere interrogativi sull'elemento
soggettivo del reato. E cioè, ad esempio, ricorre il dolo o la semplice colpa
(che, ai sensi dell'art. 527 c. 2 cpp, costituisce fattispecie non penale)
quando gli occupanti, magari, pensavano di essere "protetti" da un
acquazzone violento in atto, che impediva una visuale chiara, oppure dalla neve
alta, che rendeva assai improbabile che qualcuno si avvicinasse ad una distanza
tale da percepire visivamente cosa "accadeva" dentro l'auto? Ma poi,
altre ipotesi. Chi per caso vedesse una vecchia "carretta" con le
tendine opportunamente abbassate, ma in preda a un movimento ritmico di tipo
ondulatorio/sussultorio, magari anche cigolante, ne resterebbe turbato? Sembra,
però, che ultimamente la giurisprudenza sul punto sia divenuta meno rigorosa.
Con la sentenza n. 7786 dell'8.8.1996 la Corte di Cassazione ha affermato che il
delitto di atti osceni è ravvisabile nel fatto di chi si espone in auto
"in un luogo pubblico, in posizione visibile ed illuminata da lampioni e
con transito fitto di auto e persone". Non è più sufficiente, quindi, la
lontana possibilità del viandante isolato e sperduto che si avventura per calli
e per fratte, ma occorre il luogo tipicamente frequentato dal pubblico, ossia da
una massa assidua di persone (ossia il luogo che per tutti, indistintamente e
consapevolmente, sia vissuto come soggetto ad un afflusso consuetudinario di
persone), nel quale, poi, esista una illuminazione tale che, senza incertezze né
dubbi, sia tale da consentire una buona visibilità dentro le auto in sosta o
transitanti. Ossia, luogo pubblico inteso come pubblicamente congegnato e
organizzato in modo tale da consentire una chiara esposizione a una massa
abitudinaria di gente. Sembra questo un segno dell'evoluzione della
giurisprudenza in conseguenza della morale (e del moralismo) imperante nel tempo
e del concetto giuridico-sociale di buon costume.
L'ipotesi di atti osceni in auto, inoltre, consente di ipotizzare
anche l'esposizione al pubblico in movimento. Ha detto infatti la Cassazione
che, "ai fini della configurabilità del reato di atti osceni, è luogo
esposto al pubblico anche un'auto in movimento. Deve perciò rispondere del
delitto contestato il guidatore di un'autovettura che, mostrando i propri
genitali, si affianchi anche per un breve tratto di strada a una donna che
procede in bicicletta stringendola sul ciglio della strada" (Cass.
3855/1997). Viene qui alla mente un film di Carlo Verdone, dove il protagonista,
il borgataro coatto amante delle macchine e della velocità, mentre è alla
guida della sua spider, dice alla sua compagna: "O' voio fà a ducento…".
I due si accoppiano sull'autolanciata a piena velocità e vengono ripresi
dall'autovelox. La foto mostra due glutei femminili che, momentaneamente,
ostruiscono il posto guida.
Qui ci sarebbe stata anche la prova documentale, con tanti saluti
alle problematiche su fotografia e riservatezza. Ma chi è in grado di rendersi
conto, a occhio nudo, di cosa esattamente gli è sfrecciato davanti a duecento
all'ora?
INCHIESTA: SESSO IN CAMPER, LE VOSTRE ESPERIENZE
Vogliamo estendere l’iniziativa del
Camper Club “La Granda”, anche ai soci del nostro club, raccogliendo le
vostre esperienze, i vostri racconti, le vostre emozioni. Qualunque sia la
vostra età, perché l’amore non ha età…
Vogliamo capire, dai vostri scritti,
quanto il camper aiuti e quanto il camper sia complice. Scriveteci e-mail
raccontando le vostre esperienze, fateci partecipi delle vostre emozioni.
Il camper è anche “galeotto” ed aiuta
nei rapporti affettivi.
Garantiamo, logicamente l’anonimato
attraverso la firma con uno pseudonimo.
Inviate le e-mail a
info@holidayclubtrento.net.
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In effetti, è sempre un po’
imbarazzante “parlare di sesso” in quanto non sai mai quale sia la
disponibilità al dialogo del tuo interlocutore….
E’ indubbio comunque che, l’atmosfera
raccolta del camper, il lettone un po’ più stretto di quello di
casa…invogliano la ricerca di…tenerezza.
Il problema è quando sul mezzo ci sono
anche i ragazzi…. - dormono, non dormono - ma senti come dondola – ma non è
vero, ho messo giù anche i piedini…
Insomma, o fai sesso alla giapponese
(dicono che lo facciano quasi immobili) oppure a volte (sic!) rinunci o comunque
ti accontenti di un po’ di coccole e…buona notte!
Quanto poi i ragazzi decidono di andare in
vacanza per proprio conto, si riscopre una diversa vivibilità sul mezzo ed
anche…una nuova libertà di fare sesso in camper.
Piove: è magico ascoltare il rumore della
pioggia, soprattutto in mansarda…perché uscire? Si sta così bene qui!
Mare: dopo il bagno, un po’ illanguiditi
dalla salsedine, chiusi gli oscuranti per cambiarsi il costume….chi ci
disturba?
Abbiamo fatto tardi la sera, siamo
stanchi, abbiamo camminato tanto…il mattino con il profumo del caffè appena
fatto, cosa c’è di meglio, per cominciare un nuovo giorno?
Oh, cielo! Ho riletto quanto scritto…ma
come faranno coloro i quali non hanno un camper?
Eulalia Torricelli
(pseudonimo)
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Io, 40enne sposato con prole,
fra il lavoro e qualche altro impegno ho una vita sessuale veramente
modestissima.
Mi basta un week-end sul mio amato camper che io e mia moglie ci
trasformiamo.
Ci sono giorni, a casa, nei quali neppure ci rivolgiamo la parola,
anzi a stento ci vediamo causa il lavoro.
Ma sul camper tutto cambia.......; una buona cenetta, 4 chiacchere
con calma, un buon posto per pernottare e VIAAAA!!!
Appena sentiamo i bimbi ronfare recuperiamo tutti gli arretrati.
Il top lo si raggiunge in vacanza (non quest'anno però), in giorni
ispirati arriviamo anche a 3 o 4.
CHE BELLO!!
Spero sia così per tutti.
Ciao buoni viaggi e buone ………. a tutti voi!
Mario Rossi
(forse)
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GALEOTTO FU QUEL CAMPER
San Valentino non possedeva un camper,
altrimenti se ne sarebbe innamorato: l’autocaravan é un veicolo eccezionale,
anche sotto il profilo dell’affettività, qualunque sia l’età della coppia
che lo occupa.
Sono in tanti ad aver scelto i mezzi
del turismo di movimento per compiere il viaggio di nozze ed un numero ancor
maggiore coloro che hanno visto rifiorire il proprio rapporto col partner dopo
un week end trascorso in riva al mare o a quattro passi da vette immacolate.
Vinto un primo comprensibile pudore, sono pochi i camperisti di entrambi i sessi
che si sono tirati indietro e non hanno voluto parlare della propria vita
sessuale su quattro ruote: ne emerge uno spaccato originale che aiuta ancor di
più a comprendere come, in questo inizio di terzo millennio, pur con usi e
costumi che si stanno velocemente modificando, certi valori rimangano intatti
nel tempo e l’amore, passione ed i buoni sentimenti restino lì, intatti, come
un disegno di Peynet.
LA COPPIA
La
vera regina é la coppia, matura, giovane o adolescente che sia, il camper
rappresenta infatti il mezzo per eccellenza del turismo di movimento per la
famiglia, più degli alberghi, delle seconde case e dei villaggi vacanza.
La
duttilità del mezzo, la sua capacità di adattarsi alle esigenze, di consentire
rapidi spostamenti, ma anche indubbie comodità hanno indotto migliaia di
persone ad effettuare una scelta della quale raramente si sono pentite.
Racconta
Chiara, quarant’anni ben portati, una figlia adolescente, impegnata
attivamente nel mondo del turismo, collaboratrice di giornali di club,
organizzatrice di manifestazioni:” Se tornassi indietro il viaggio di nozze
con il mio Lui lo farei senza ombra di dubbio sul nostro camper. Non è
certamente da paragonare alle fredde ed impersonali camere d'albergo.
Il
camper diventa per la coppia un nido caldo, accogliente e molto… molto intimo.
Ma gli anni passano, dall'amore di coppia nascono i figli, per i primi anni
tutto funziona ancora a meraviglia tra dinette e mansarda, poi anche i figli
crescono, si arriva all'età che va da sette a sedici anni e cercare un po' di
intimità diventa molto più difficile se non impossibile”.
Proprio
perché il camper é lo strumento per eccellenza del turismo familiare,
l’arrivo dei figli crea problemi che, man mano che trascorrono gli anni,
diventano sempre più difficili da risolvere.
“Fino
a quando anche farlo in casa diventa un problema ed allora si scopre che é
comodo l’alibi di scendere in cortile con la scusa di preparare il camper...
ci si scopre ragazzini magari con un marito di cinquant’anni”
Problemi
di coppia, con i figli adolescenti, la ricerca sempre più difficile
dell’intimità, ma anche la soddisfazione di trovare unita la famiglia durante
il fine settimana, lontani da casa, dagli affanni, dal telefono che trilla,
dalla televisione che trasmette i soliti programmi.
L’ADOLESCENZA
Chi
ora ha i capelli bianchi in testa, quando era giovane si guardava bene
dall’affrontare il problema dei propri primi approcci sessuali con i genitori,
era tutto top secret, al massimo ci si arrangiava, con qualche scusa, a
rimediare l’automobile e poi si correva al fiume con la ragazza. L’unico
rischio che si correva era dato dal sopraggiungere di una macchina della polizia
o dei vigili urbani.
Tempi,
usi e costumi sono cambiati e parecchio: ora sono i genitori, più dei figli
stessi a preoccuparsi non tanto dell’attività sessuale ed affettiva dei
ragazzi, quanto che gli stessi non corrano rischi. I pericoli sono sempre in
agguato ed il camper, anche in questo caso, corre in soccorso.
Non
è raro sentirsi chiedere in prestito l’autocaravan con la quale trascorrere
in campeggio un fine settimana con “gli amici”: nessun genitore ci crede, ma
finge di cascarci e comunque il camping dà il massimo della garanzia sotto il
profilo della sicurezza.
Ecco allora il mezzo che finire in una struttura attrezzata, poi i genitori se
ne vanno dopo aver rivolto le solite, classiche raccomandazioni, tranquilli
comunque sul fatto che incontri pericolosi con malcapitati non ne possano
avvenire.
Da
qui al “secondo camper” la strada diventa assai breve: un tempo vi erano le
mansarde, gli alloggi nel centro storico, le cantine arredate, ora la crescita
dei costi delle locazioni hanno reso per molti impraticabile questa strada.
Spuntano,
allora, le roulottes stanziali utilizzate dai ragazzi e si propone il fenomeno
del secondo camper, quello di terza mano, acquistato ai ragazzi non tanto per
viaggiare, quanto piuttosto per fermarsi in questa o quella struttura.
Tanta
acqua é passata: un tempo certe richieste avrebbero provocato le ire dei
genitori, ora ci si arrabbia se si scopre che i ragazzi si appartano in luoghi
isolati con l’autovettura, non certo se si recano in un camping con la nuova
fiamma. I pericoli sono ben altri!
E
poi resta la soddisfazione di poter condividere l’hobby dei genitori.
LA TERZA ETA’
Diventato
fenomeno di massa, il turismo all’aria aperta ha coinvolto strati crescenti di
popolazione e quella anziana é senza dubbio preponderante.
Anche
il fenomeno sessuale non ne resta estraneo, é tenero scoprire coppie di persone
con i capelli bianchi, ma ancora arzille che riscoprono l’affetto, che si
dirigono, mano nella mano, verso la propria autocaravan, addirittura che sono
mossi da sentimenti di gelosia verso l’occupante del camper a fianco che
magari ha fatto gli occhi dolci o si é lasciato andare ad una battuta un poco
maliziosa.
E
poi giungono i nipotini, “parcheggiati” dai genitori per qualche settimana
in attesa delle vacanze estive o prima che riprendano le scuole, ed allora ci si
scopre a “giocare” ai genitori, si dimentica la carta d’identità, si
ringiovanisce con i ragazzi e la componente affettiva riprende a giocare un
ruolo eccezionale, sicuramente altrettanto intenso come negli anni giovanili.
LE AVVENTURE CLANDESTINE
Pochi
vogliono parlarne, ma anche in questo settore l’autocaravan gioca un ruolo
assai importante: é più sicura dell’albergo, consente di non lasciare
tracce, né schedine per la questura che possono rivelarsi una grave ed
ineluttabile prova dell’avvenuto tradimento.
Basta parcheggiare il mezzo in un luogo sicuro, darsi un appuntamento e se
proprio il diavolo non ci mette, é il caso di scriverlo, le corna, tutto fila
assolutamente liscio ed il rischio di essere sorpresi dal proprio partner assai
minimo. Anche se occorre fare attenzione: ciocche di capelli un letto disfatto,
magari qualche indumento dimenticato possono far scoppiare l’incidente quando
uno meno se lo aspetta.
Certo
non solo sesso, ci mancherebbe: ma il camper rappresenta uno strumento
eccezionale, in certi casi anche terapeutico, per stimolare i sensi e per
aiutare a riscoprire quel desiderio e quella necessità di affetto che regna in
ognuno di noi.
E l’autocaravan attraversa tutta la vita delle persone: dalle prime esperienze
giovanili a quelle mature con i capelli bianchi, attraverso quelle della coppia
appena sposata che scopre prima l’attesa, poi la maternità, infine la
crescita della propria famiglia.
Troppe volte tutto questo si scontra con la realtà del camper, progettato più
per viaggiare che per stazionare, eppure su di esso si trascorre più tempo
fermi che non in movimento.
”Questa notte ho visto il camper che muoveva, cosa avete fatto?” battuta
classica sentita pronunciare più di una volta, ma che non dà assolutamente
fastidio, anzi dimostra come il mezzo sia abitato da esseri umani che provano
sentimenti, che sono in grado di esprimerli e di viverli intensamente
coniugandoli col forte piacere di muoversi, di conoscere posti nuovi, di vivere
esperienze diverse.
Non
passerà molto che qualche consulente o qualche psicologo ad una coppia in crisi
ordinerà a scopo terapeutico di trascorrere qualche giorno in camper, scoprendo
la bellezza del vivere insieme, mentre ammira uno splendido tramonto e sente lo
sciabordio delle onde sugli scogli.
In
tutto questo un solo fattore proprio non conta, quello della carta d’identità:
potenza e pregio del camper.
Beppe
Tassone