GRUPPO DEL LATEMAR - SASSOLUNGO

 

Il giorno 26 luglio 2002 gli equipaggi Topolino, Willy, Relé e Paperino partono per trascorrere un fine settimana a spasso per i rifugi del Trentino, più precisamente nel Gruppo del Latemar sul Sassolungo.

Partiamo verso le 22.00 e pernottiamo a Plan de Gralba nel parcheggio gratuito riservato ai camper.

Il 27 luglio dopo aver acquistato il pane fresco a Plan (dal parcheggio occorre spostarsi con il camper o con la bici perché il paese non è molto vicino) ci dirigiamo verso Passo Sella (m. 2.176). I parcheggi sono praticamente pieni, ma la fortuna è dalla nostra parte. Ci viene aperto un parcheggio privato proprio dietro al rifugio per la modica cifra di € 2 al giorno.

Preparata l’attrezzatura necessaria, zaino in spalla e bimbi al seguito, ci incamminiamo verso la cima del Col Rodella. Il primo rifugio che incontriamo è il Rifugio Salei (m. 2.225). La strada sterrata è molto larga e comoda anche per chi dovesse percorrerla con il passeggino. Raggiungiamo poi il Rifugio Des Alpes (m. 2.440) situato poco sotto la sommità del Col Rodella ed infine arriviamo al Rifugio Col Rodella (m. 2.486), notevole punto panoramico sulle Dolomiti.

Decidiamo, a questo punto, di fare una pausa e quindi ne approfittiamo per mangiare i nostri panini saporiti.

Al rifugio, a disposizione degli interessati, troviamo il carnet dell’Alpinista, un libretto per la raccolta di punti da apporre al passaggio dei diversi rifugi con relativo regolamento ed elenco degli stessi. Per i bambini è un vero e proprio input di ricarica. L’entusiasmo di proseguire da un rifugio all’altro per avere più punti è motivo di entusiasmo collettivo.

Dopo aver consumato il tampone dei timbri, proseguiamo il nostro cammino per il Rifugio Friedrich August (m. 2.300) situato alla base delle pareti di Punta Grohmann e Cinque Dita e dove incontriamo una piccola mandria di cavalli e jak. I sentieri che ci aspettano sono per lo più pianeggianti e attraversano verdi prati affiancati a un indimenticabile e spettacolare panorama montano. Dopo una quarantina di minuti ai piedi del Sassolungo troviamo il Rifugio Sandro Pertini (m. 2.300), dove l’ex Presidente della Repubblica amava percorrere i diversi sentieri che offrono una grande suggestione di panorami. Altra piccola pausa, questa volta per la merenda e un po’ di sole …… e da non dimenticare, i fatidici timbri….

La giornata si sta prospettando veramente ricca di panorami e “raccolta rifugi” ma non ancora contenti, in alcuni, (Carlo, Daniela, Maurizio, Antonella, Marco e Mattia) decidiamo di arrivare fino al Rifugio Sassopiatto (m. 2.301) situato al confine con la provincia di Bolzano sopra la Val Duron, ai piedi del grande plateau inclinato del Sassopiatto, raggiungibile in quaranta minuti circa. Gli equipaggi Relé e Paperino assieme a Chiara e Alessia ci aspettano in tutto relax al Rifugio Pertini. Rispettando i tempi indicati dalle tabelle di marcia arriviamo al Rifugio Sassopiatto, ci concediamo una breve pausa caffè e riprendiamo la via del ritorno. Ci incontriamo con gli altri del gruppo, che nel frattempo avevano cominciato il rientro, al Rifugio Friedrich August.

Nel ritorno, la stanchezza non ci ferma, e quindi prima di ritornare ai camper decidiamo di passare dal Rifugio Carlo Valentini (m. 2.218) per la raccolta dell’ultimo punto della giornata.

Stanchi, ma soddisfatti rientriamo verso le 19,30 con un unico desiderio: togliersi gli scarponi……..

Data la lunga camminata del giorno precedente, decidiamo di svegliarci con la dovuta calma per recuperare tutte le energie possibili.

Partiamo con lo stesso entusiasmo del giorno precedente, ma con la convinzione di fare meno chilometri e quindi decidiamo di affrontare la prima salita usufruendo della telecabina Forcella del Sassolungo (m. 2.150 – m. 2.685) che ci porta fino al Rifugio Toni Demetz (m. 2.685) situato appunto nella Forcella omonima (prezzi sola andata: € 8,00 adulti - € 5,00 bambini da 6 a 12 anni; andata e ritorno: € 11,00 adulti - € 7,00 bambini da 6 a 12 anni).

La vista sul Gruppo del Sella e sul Passo Gardena é veramente spettacolare, complice anche la giornata limpida e soleggiata. Dopo aver apposto il nostro timbro di rito, (questa volta solo come ricordo dato che il Rifugio Demetz non rientra nella lista in nostro possesso) cominciamo il nostro cammino verso il prossimo rifugio. Dopo solo pochi minuti di strada il panorama che ci si propone è da mozzafiato. Montagne, picchi, ghiaioni fanno da cornice allo scosceso sentiero che ci troviamo a percorrere. Non possiamo quindi fare a meno di scattare diverse foto per immortalare lo splendido paesaggio. Lungo la discesa troviamo persino alcune piccole distese di neve, dove i bambini ne approfittano per fare qualche scivolata. Lucia (Relé) invece, con la sua prole al seguito sempre in spalla, qualche piccolo scivolone lo accumula anche senza neve. Nonostante il sentiero scosceso e sassoso si riveli abbastanza lungo, tutti noi, bambini compresi, lo affrontiamo con molta soddisfazione (non sapendo ancora cosa ci aspetti…).

Trascorsi circa 45 minuti arriviamo al Rifugio Vicenza (m. 2.256) dove facciamo la prima pausa per un meritato pranzo. Dopo aver gustato vari manicaretti, dalle insalate di riso ai panini, dalle carote alle olive ecc., ci concediamo un buon caffè (naturalmente non dimentichiamo... il timbro…). Ritornare alla base con la telecabina ci sembrava un’impresa abbastanza dura, data la salita che avremmo dovuto affrontare e quindi decidiamo di proseguire per il rifugio seguente (a circa 2 ore di strada) e completare il giro del Sassolungo.

La prima parte del percorso si rivela molto tranquilla: dapprima il sentiero prosegue in discesa poi diventa pianeggiante con qualche piccola salita. La seconda parte, invece, presenta qualche difficoltà trovandoci ad attraversare una zona alberata e quindi piena di radici, ed un’altra seminata di sassi e SASSONI. Dopo qualche momento di panico per alcuni di noi, però, giungiamo tutti sani e salvi al Rifugio Comici (m. 2.157). La merenda a questo punto è d’obbligo. I bambini si concedono anche una buona dose di patatine fritte ed il loro sudato timbro (anche questa volta non contemplato nel carnet).

Dalla nostra base adesso ci separano ancora 40 minuti, ma la strada che ci aspetta è decisamente molto più comoda. Un tranquillo sentiero tra verdi prati disseminati di mucche al pascolo mette fine alla nostra fatica giornaliera. La nostra meta anche oggi è stata raggiunta. Siamo riusciti a completare il giro del Sassolungo e siamo pronti per una prossima avventura.