VIAGGIO IN SARDEGNA
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LE VACANZE "ISOLATE"
Finalmente ecco arrivate le tanto sospirate ferie e, finalmente ancora, abbiamo coronato un sogno accarezzato da tanto tempo, visitare la Sardegna, della quale tutti i turisti hanno parlato in maniera entusiasta. Carichi di entusiasmo e con tanta voglia di visitare le famose spiagge sarde con le loro meravigliose acque, partiamo da Trento sabato pomeriggio. La partenza con il traghetto, prenotata un paio di mesi fa con la compagnia di navigazione “Linea dei Golfi”, è prevista per martedì mattina, pertanto abbiamo tutto il tempo di recarci sulla “spiaggia bianca” di Rosignano Solvay in Toscana, molto vicina a Piombino, luogo di partenza del traghetto. Le giornate di domenica e lunedì sono dedicate al relax, un antipasto di quello che saranno le vere ferie sull’isola. La spiaggia di Rosignano Solvay è famosa per la sua tipica colorazione chiarissima ed è bagnata da un’acqua limpidissima, tant’è vero che è una meta molto frequentata sia dai turisti di passaggio, che dalla gente delle città vicine. La differenza che abbiamo trovato nel numero dei bagnanti nella giornata di domenica rispetto a quella di lunedì era abissale. Sembrava di essere su una spiaggia di Rimini in pieno agosto, ci si pestava quasi sui piedi e in acqua non c’era un metro quadro di spazio. Nella giornata di lunedì, invece, la spiaggia sembrava totalmente diversa, di un’altra località, permettendo lunghe passeggiate sul bagnoasciuga e tranquilli bagni sia d’acqua che di sole. Il grande parcheggio (costo per camper L. 5.000 al giorno con possibilità di pernottamento gratuito), tagliato in due dalla strada provinciale, si trova a 600/700 metri dalla spiaggia ed è collegato da una strada asfaltata solo pedonale. Lunedì sera ci spostiamo a dormire presso il porto di piombino incolonnati tra moltissimi altri camper in attesa dell’imbarco. Imbarco che avviene intorno alle ore 8,00 e, con un’ora e mezza di ritardo, si parte! Sul ponte alto del traghetto ci stanno una cinquantina di camper, mentre il ponte sotto e la stiva sono riservati ai camion ed ai loro rimorchi. Viaggiare in “open deck”, cioè avere la possibilità di utilizzare tutti i servizi del proprio camper durante il viaggio, è senz’altro una gran comodità, oserei dire indispensabile soprattutto per chi ha bambini. Le 9 ore di navigazione passano abbastanza in fretta, tra una passeggiata e un gioco alle carte, tra un pisolino e una lettura, ed ho approfittato del tempo a disposizione anche per programmare l’itinerario di viaggio.
Arrivo al porto di Olbia verso le ore 18,00 e ci siamo recati subito in direzione nord, passando dal Golfo degli Aranci e pernottando a Cala Granu. Le nostre intenzioni non sono quelle di fare necessariamente tutto il giro della Sardegna, con il rischio di “saltare” località magari poco conosciute ma di notevole interesse paesaggistico, bensì di visitare le varie località turistiche che troviamo lungo il percorso e che riteniamo più spettacolari, suggestive ed interessanti nell’arco dei 18 giorni a nostra disposizione.
Nel golfo di Arzachena ci siamo fermati a Cannigione, paesino molto tranquillo e lì abbiamo trovato un parcheggio sterrato che non si vede dalla strada e dà direttamente sul mare. La strada di accesso, che si trova a 100 metri prima del campeggio, non invita certo ad inoltrarsi con il camper, ma ogni perplessità è sfumata quando ci è parso davanti un parcheggio pieno di autovetture e un paio di camper: eravamo in un posto “ricercato” dagli abitanti del paese. Lì ci siamo fermati 3 giorni per alcuni buoni motivi: la limpidezza dell’acqua del mare, la tranquilla e discreta spiaggia, la comodità di avere il camper direttamente sul mare! Il nostro giro prosegue alla volta di S. Teresa di Gallura, dove un Vigile Urbano ci indirizza presso un parcheggio gratuito riservato alle autocaravan (vicinissimo al parcheggio per autocorriere), distante dal centro 2/300 metri. La visita notturna al centro è molto suggestiva, caratterizzata dalla notevole presenza di turisti che entrano ed escono dai numerosi negozi. Al mattino ci siamo spostati di qualche chilometro, a Capo Testa, dove il faro, contornato da numerose rocce millenarie spettacolari, scolpite dal mare e dal vento, domina sul mare. In una bella giornata tersa si riescono a vedere le scogliere a strapiombo, tipiche della Corsica in quella zona. Vignola Mare è la prossima meta. Parcheggiato il camper regolarmente in un normale parcheggio ho avuto la prima discussione con una Vigilessa, la quale mi faceva presente che su tutto il territorio comunale vigeva un’ordinanza del Sindaco che vietava la sosta delle autocaravan al di fuori dell’unica area attrezzata per camper del posto (L. 20.000 al giorno compreso carico e scarico). Chiesi l’ubicazione del cartello che indicava tale divieto e lei rispose che questi erano in fase di allestimento, pertanto la convinsi a “concedermi” di parcheggiare il mio camper per alcune ore in un normale parcheggio, vista l’inefficacia dell’ordinanza segnalata da inesistenti cartelli indicatori. Verso sera, passando da Isola Rossa, arrivammo al porto di Castelsardo, dove abbiamo potuto pernottare e caricare l’acqua potabile gratuitamente. La mattina seguente una visita al castello che sovrasta il paese è d’obbligo. Il panorama che si vede dalle mura del castello è stupendo. Acquisto di qualche souvenir e un po’ di spesa, poi partenza per Stintino, passando per “Lu Bagnu”, Marina di Sorso, Platamona e Porto Torres, dove abbiamo fatto il bagno. L’enorme parcheggio della spiaggia delle Saline, 4 chilometri prima di Stintino, ci ha accolti gratuitamente. Ci siamo fermati 3 giorni, perchè l’acqua del mare è la più bella e più limpida che abbia mai visto!!! Visto che la spiaggia “Pelosa” e “Pelosetta” hanno la fama di spiagge incantevoli, necessariamente abbiamo fatto una puntatina per “toccare con mano”. Una delusione. Una ressa incredibile e una spiaggia per niente invitante. Prossima meta: Capo Caccia, con visita alle grotte del Nettuno (ingresso L. 13.000 adulti e L.6.000 bambini) e pernottamento presso l’attiguo parcheggio gratuito. Pochi chilometri più a sud si trova la spiaggia “Lazzaretto”, consigliatami da amici camperisti frequentanti la località in precedenti viaggi. Possibilità di parcheggio gratuito direttamente sulla spiaggia, servita da un fornitissimo chiosco bar con musica a go-go. Possibilità di fare la doccia (L. 2.000) e caricare l’acqua potabile (L. 5.000). Per scaricare le acque luride bisogna recarsi ad Alghero, distante pochi chilometri, dove, presso il porto con parcheggio a pagamento, si trova un camper service (L. 5.000 carico acqua e L. 5.000 scarico).
Una visita al centro di Alghero la consiglio vivamente, soprattutto nelle ore serali. Le caratteristiche viuzze, i numerosi turisti e le bellissime vetrine dei negozi, rendono particolarmente accogliente questa città. Partenza il giorno dopo con destinazione Is Arutas, toccando le località S. Caterina di Pittinuri, S’Archittu, Putzu Idu, non degne di sosta. Il comodo e gratuito parcheggio che dà direttamente sulla spiaggia, accoglie numerosissimi mezzi, in quanto è una località molto frequentata oltre che dai turisti di passaggio, anche dalla gente del posto. Pochissimi chilometri più avanti, sono interessanti gli scavi archeologici che portano alla luce le rovine romane di Tharros.
Nell’area attrezzata di Oristano abbiamo potuto caricare e scaricare gratuitamente le acque. Lì, le zanzare hanno fatto un lauto pasto sui nostri corpi. A buon intenditor ... poche parole! Ad Arborea abbiamo pernottato, ma al mattino via di corsa, scappando da un’invasione di micro moscerini fastidiosissimi. Passando da Pistis, bellissima località bagnata da un’acqua limpidissima e dai vivaci colori, abbiamo raggiunto Marina di Arbus. Una sosta in quella località è d’obbligo, in quanto la spiaggia ed il mare sono “uno spezzone del paradiso”! La suggestiva strada scogliera ci porta poi a Piscinas. Per quei pochi che non hanno sentito parlare delle caratteristiche spiagge di Piscinas, proverò a descriverle: dune del deserto, con alberi e siepi qua e là, sabbia infuocata, onde del mare alte un metro. Sulla riva, con l’orizzonte e il mare davanti a noi, se si guarda a destra si vedono le distese di sabbia con le dune desertiche, mentre a sinistra una fitta vegetazione verde colpisce lo sguardo. E’ come se esistesse una linea immaginaria che separa questi due tipi di scenografie. Meraviglie della natura! Per non parlare degli ultimi quattro chilometri di strada prima di raggiungere il parcheggio di Piscinas. L’asfalto si tronca all’improvviso e comincia una lingua di strada sterrata, dove buche profondissime, rami sporgenti, salite e discese mozzafiato, guado di torrentelli (per fortuna in secca!), massi che spuntano da tutte le parti. La paura per l’incolumità del camper comincia a farsi avanti. Proseguendo a passo d’uomo incrocio un altro camper. Se ci è arrivato lui ... ci arriverò anch’io. Supero dei binari interrati, ma passava un treno, qui? No, erano le rotaie sulle quali moltissimi anni fa scorrevano i vagoncini delle miniere situate lì vicino. Finalmente, un po’ sconquassati, arriviamo al parcheggio (L. 10.000 al giorno) gremito di camper. A tarda sera partenza, percorrendo a ritroso la “mitica” strada sconnessa illuminata dai fari del camper. Farla di notte è ancora peggio, perchè si aggiungono pipistrelli e mille animali notturni, che con il loro vociare non tranquillizzano di certo. Nel tranquillo paesino di Bauladu, poco più avanti, un comodo parcheggio ci permette di riposare.
Ci stiamo avvicinando inesorabilmente alla data del rientro, per cui è opportuno avvicinarsi ad Olbia. Attraversando la Sardegna, sulla superstrada a 4 corsie, raggiungiamo Siniscola, dove facciamo il pieno di gasolio e di acqua, per poi fermarci un paio di giorni a “La Caletta”, piccola località turistica ma molto frequentata dai turisti, anche per la bellissima spiaggia. Coda Cavallo e Porto Taverna sono le ultime località che visitiamo prima di imbarcarci sul traghetto. La partenza con il traghetto avviene di venerdì, pertanto abbiamo ancora sabato e domenica, prima del rientro a casa. Decidiamo così di voltare il camper ancora verso sud, dove 150 chilometri più avanti troviamo ..... Saturnia, con le sue terme. Finalmente abbiamo fatto il bagno nelle famosissime e tanto nominate terme solforee, con le vasche naturali di acqua corrente calda, che sbordando da una vasca all’altra costituiscono una serie continua di cascatelle. Da visitare ... in costume da bagno. L’odore di zolfo, che ormai si è impregnato in tutti noi, ci accompagna per tutto il viaggio di ritorno, e anche oltre.
Totale chilometri percorsi: 2.270.
Questo indimenticabile viaggio in Sardegna ci ha sicuramente resi ottimisti per un altro viaggio nel prossimo anno, proseguendo la visita da dove l’abbiamo interrotta quest’anno.
Carlo Angelini