UNA BREVE PRESENTAZIONE
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Ah, si: c'è un motivo di
imbarazzo ... l'imbarazzo della scelta.
Dove andiamo a sciare?
Nel Trentino.
O.K., ma in quale parte del Trentino?
Val di Fiemme e Val di Fassa fino alla Marmolada (dove si scia tutto l'anno) e,
proseguendo, a San Martino di Castrozza e nella vallata del Primiero e Vanoi?
Oppure Madonna di Campiglio e Pinzolo o l'alta Valle di Sole fino al Tonale
(dove anche qui si scia pure d'estate)?
Oppure sugli altipiani di Folgarìa e Lavarone - di qua di Rovereto - oppure -
sull'altro fianco della città alla Polsa e San Valentino di Brentonico? O sugli
altipiani più prossimi a Trento: Fai della Paganella, Andalo, Molveno? O sulla
"montagna di Trento", il Monte Bondone? E ancora, sulla Panarotta (Levico-Terme)
sull'altopiano di Pinè, nell'Alta Valle di Non e a Tremalzo, nella valle di
Ledro?
Detto in gergo venatorio, la risposta è: "spara sul mucchio e sei sicuro
di far centro". Il Trentino vanta infatti la più alta concentrazione di
impianti di risalita: da qui il titolo di "paradiso degli sciatori"
che gli spetta anche da parte degli appassionati dello sci da discesa: la
ragnatela di funivie, seggiovie, skilift collega le vette più prestigiose e le
piste più veloci con i campi per sciatori più tranquilli, e la diffusione
generalizzata da skipass consente di spostarsi da una pista all'altra: a seconda
della qualità della neve, dell'afflusso di altri appassionati, dell'esposizione
di una cert'ora ai raggi solari, o semplicemente per il piacere di cambiare.
Ma il titolo di «paradiso» viene certamente al Trentino anche dalla schiera
sempre più nutrita di coloro che scoprono lo sci-alpinismo e lo praticano in
uno degli scenari più suggestivi del mondo, quello dolomitico; una cornice
incomparabile per questo tipo di escursionismo che si pratica inventando da sè
gli itinerari, ma che ha precisi suggerimenti passati l'un l'altro dagli adepti
a questa specialità di raffinati. Il Trentino è diventato la seconda patria
delle specialità nordiche, e qui si trovano gli "anelli" ed i
tracciati di competizioni ormai classiche. Oltre allo sci da fondo, il Trentino
è la sede più congeniale per praticare ogni altra specialità dello sport
dello sci considerati anche la diversità e il numero di piste a disposizione di
provetti campioni come di principianti.
Il fatto di essere la regione più
a nord d'Italia, assicura normalmente le condizioni migliori di innevamento e la
più lunga stagione invernale: da novembre ad aprile/maggio (oltre - come
ripetiamo - allo sci estivo sulla Marmolada e sul Tonale).
Avvalendosi della competenza legislativa che le deriva dall'autonomia speciale,
la Provincia di Trento si è posta all'avanguardia nella disciplina delle piste,
degli impianti a fune e dei maestri di sci.
La stagione invernale è venuta a sommarsi quassù a quella estiva, di dotazione
antica. La «doppia stagione» spiega la professionalità degli operatori
turistici e la straordinariamente ricca dotazione di strutture alberghiere e
turistico-sportive (anch'esse agevolate da leggi provinciali). Piscine, saune,
stadi del ghiaccio: siamo in una grande «palestra d'inverno».
Naturalmente, dove la concentrazione di strutture è così ricca e la presenza
dei turisti è così prolungata, non mancano certo le iniziative che concorrono
a rendere più gradevole il soggiorno.
Una precisazione è d’obbligo. In tutta la provincia di Trento è in vigore
una legge, la L.P. 33/90, che disciplina la ricezione turistica all’aperto,
specificando all’art. 13 che "è vietato campeggiare a scopo turistico in
tende o in altri mezzi di soggiorno mobili, fuori dai complessi ricettivi
turistici". E’ tuttavia consentita, a supporto del turismo itinerante, la
sosta di autocaravan "purchè non eccedente le 48 ore, in aree
appositamente individuate ed attrezzate dai Comuni".