GITE / VIAGGI
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La via dei Normanni
Da Sulmona alla Grotta del Cavallone, passando per borghi e piste da sci, un itinerario ricco di scorci e paesaggi mozzafiato
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Quello che mi accingo ad attraversare è un valico naturale che in
tempi antichi facilitò il transito delle popolazioni nordiche.
I Normanni, infatti, diretti da L'Aquila nel napoletano
sfruttarono proprio questo percorso:
Attraverso le gole di Popoli, lascio l'ariosa Piana di Navelli e
sono nella Valle Peligna.
Una conca, due fiumi che confluiscono, Vella e Gizio ed ecco
stupendamente adagiata, Sulmona.
La sua cornice sono i monti tra cui spiccano sul versante
orientale la Maiella e il Morrone
Al cuore antico della città, giungo con facilità, a piedi,
parcheggiando nei pressi del Tribunale e percorrendo il moderno
Ponte Capograssi.
Scorgo subito nel Teatro Comunale e i Portici che immettono in
Corso Ovidio, arteria principale dedicata al passeggio, che
attraversa in lunghezza la città.
Immediatamente sulla sinistra, trovo quella che qui a Sulmona,
confidenzialmente, viene chiamata Piazza XX, abbreviandone il
nome. E' impossibile sbagliarsi, in quanto la piazzetta è
dominata dalla statua di Ovidio.
Salgo, la strada è lievemente in pendenza ed ecco la Fontana del
Vecchio, sormontata da una testa barbuta, da cui prende il nome.
E' addossata al primo pilone dell'Acquedotto Medioevale,
straordinario esempio di antica ingegneria idraulica.
Di fronte c'è la Chiesa di San Francesco della Scarpa e poco più
avanti Piazza del Carmine.
Guardando attraverso gli archi dell'Acquedotto, scorgo Piazza
Garibaldi, anticamente Piazza Maggiore, al cui centro c'è la
Fontana Monumentale e dietro la quale c'è la Chiesa di San
Filippo Neri.
A destra dell'Acquedotto, un po' nascosta, la Chiesa di Santa
Chiara, restaurata dopo i bombardamenti. All'interno la Ruota in
legno, dove le madri indigenti abbandonavano i figli, certe che
sarebbero stati accuditi dalle Clarisse.
Continuando a salire, il Corso termina con una delle famose Porte
(si dice fossero 12) che davano accesso all'antica cinta muraria:
Porta Napoli, un po' prima della quale, sulla destra, c'è la
Chiesa di Santa Maria della Tomba.
Pare che tale chiesa prenda il nome dagli innumerevoli
ritrovamenti di resti umani ivi sepolti, su cui esistono varie
leggende.
Ritorno in Piazza XX, ma questa volta vado in direzione della
Villa Comunale.
Si profila la Chiesa della SS. Annunziata, fusione di forme
gotiche, rinascimentali e barocche, Subito dopo, c'è la Chiesa
della Trinità e per finire, prima della Villa Comunale, sulla
sinistra, Porta Romana.
Dove l'Abruzzo tocca il cielo: Pescocostanzo
Lasciata Sulmona, proseguendo in direzione di Pescocostanzo, il
paesaggio montano è caratterizzato da dolci declivi seguiti
subito dopo dall'Altopiano delle Cinquemiglia, un'ampia e spoglia
pianura di forma circolare, di origine vulcanica, merlata dal
profilo dei monti.
Un tempo questo luogo era infestato da lupi e briganti, oggi
invece è suggestivo per la pace che si respira.
Tra l'Altopiano e la Cresta dei monti di Pietramaggiore sorge
Pescocostanzo.
Paese fantastico, con secoli di storia ed un nome strano. Ve ne
innamorerete al primo sguardo.
Qui l'Abruzzo tocca quasi il cielo e l'aria ravviva i ricordi del
passato
Piste da sci, borghi….e altro ancora!
A ridosso della Maiella mi aspetta Campo di Giove, uno splendido
paesino situato a 1064 m s.l.m., su un pianoro carsico a sud ovest
della Majella, dove il grigio della roccia viva si mescola al
verde del faggio e del pino.
E’ un’importante stazione sciistica con gli impianti di
risalita ubicati a 2.400 m.
Una ventina di chilometri e sono in vista di Pacentro con le tre
Torri, altissime e austere che formano il Castello quattrocentesco
circondato da un largo e profondo fossato.
Nell'unica piazza di questo borgo mediovale, la Parrocchiale di
S.Maria Maggiore con uno stupendo campanile con la punta a cuspide
e la Fontana dalla vasca a riquadri finemente scolpiti.
Sono proprio instancabile! Pacentro è il punto di partenza per un
interessante meta naturalistica: la Grotta del Cavallone.
Così potrò terminare la mia "passeggiata nel luogo reso
famoso dal pittore Michetti che ne fece il suggestivo scenario
della tragedia dannunziana “La Figlia di Iorio”.
Informazioni:Abruzzo Promozione Turismo- Corso Vittorio Emanuele
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