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Per
impedire l'abuso di un'area di parcheggio da parte di chicchessia,
-
definisce l'area "AREA DI SOSTA" e, richiamando il comma 6,
dell’art. 157 del Codice della Strada, autorizza la sosta non oltre le 48 ore,
facendo obbligo ai conducenti di segnalare l'orario in cui la sosta ha avuto
inizio,
-
stabilisce un giorno preciso per la pulizia settimanale dell'area con rimozione
forzata dei veicoli richiamando sia il punto a) del comma 1, dell’art. 14 del
Codice della Strada e sia il punto d) del comma 1 dell’art. 159 del Codice
della Strada,
-
vieta ogni forma di campeggio, richiamando i commi 2 e 4 dell’art. 185 del
Codice della Strada,
-
provvede ad installare la segnaletica all'uopo prevista dal Regolamento
d’Esecuzione del Codice della Strada.
LA
PREMESSA
Uno
dei problemi che spaventano i sindaci è il veder invasi i parcheggi dai nomadi
che li trasformano in baraccopoli.
I
sindaci hanno paura perché i nomadi sono tutt'altro che sprovveduti, anzi,
ritengono il cittadino una razza inferiore alla loro (Gingo, questa la
definizione che ci danno, salvo errori) e si sentono legittimati a importunare
con la richiesta di elemosine e/o ad organizzare reati contro le persone ed i
loro beni.
I
sindaci non hanno tutti i torti perché bisogna tenere presente che è difficile
applicare dei provvedimenti amministrativi nei confronti di persone che non
hanno un'identità e residenza precisa e tanto meno beni da perdere (per
residenza intendo un luogo di fissa dimora nel senso più schietto della parola,
ovvero un luogo ove si vive e si possiede qualcosa "di pignorabile" e,
salvi diversi illeciti di natura penale, un'ordinanza in materia ricadrebbe in
tale campo normativo). E’ noto che i nomadi escono “indenni” da
qualunque imposizione, tanto più se la sanzione non ha un seguito
"esecutivo". Per quanto detto, un'ordinanza di limitazione alla
circolazione stradale, per il rispetto del Codice della Strada, ha lo stesso
effetto di un manifesto pubblicitario.
Per
evitare micidiali invasioni a danno della collettività e in violazione di legge
occorre attivare una formula semplice ed incisiva ovvero, non preoccuparsi di
minacciare e/o applicare sanzioni spropositate ma rendere esecutivo un
provvedimento rivolto essenzialmente a minare la loro struttura organizzativa
fondamentale.
L’ESEMPIO
Per
meglio comprendere, prendiamo come esempio-tipo il fantomatico Arturo Durissimo.
Arturo è un personaggio che potrete amare oppure odiare ma non potete negare
che esiste in tutte le nazioni, vivendo di espedienti. Il nostro Arturo, esperto
delle leggi italiane, non ha mai fatto una dichiarazione dei redditi,
anagraficamente risiede in Furbopoli, un piccolo comune di 300 abitanti ma là
nessuno non lo ha mai visto. Arturo ha acquistato un autocaravan ma ha
provveduto ad intestarla alla sorella della zia che vive in affitto con la
pensione minima ma, al momento dell'acquisto aveva anche pensato di intestarla
alla nonna defunta o, meglio (succede più spesso di quanto ci si possa
immaginare) di intestarla ad un anziano ricoverato in ospizio che non sa nemmeno
cosa sono le autocaravan. Quindi, Arturo Durissimo, con questa premessa, può
parcheggiare l'autocaravan dove vuole, anche nell'area pedonale. Avvisata da un
solerte cittadino, accade che la Polizia arriva ma Arturo è tranquillo,
esibisce la sua patente ed il libretto, assicurando che "l'autocaravan è
della sorella di mia zia che l'ha prestato per un po'", mi faccia pure il
verbale". La Polizia redige il verbale e ne consegna una copia ad Arturo
che, naturalmente, si guarda bene dallo spostare l'autocaravan. Il giorno
seguente la scena si ripete, poi il giorno dopo e poi quelli altro ancora.
Arturo Durissimo ha collezionato un bel po' di verbali. Trascorrono i termini ed
i verbali, non essendo stati pagati, diventano esecutivi. L'esattoria invia le
cartelle di pagamento al sindaco di Furbopoli per la notifica all'interessato ma
Arturo risulta Irreperibile, è sempre in viaggio. Allora, il sindaco va a
cercare la sorella della zia, intestataria dell'autocaravan, e le si notifica il
provvedimento. La sorella della zia, intestataria della autocaravan, ovviamente
non paga. Arriva, a sua volta, l'ufficiale giudiziario (che c'è già passato
tante di quelle volte che conosce quella casa meglio della sua) e accerta che la
signora riesce a malapena a sopravvivere. Pignoramento infruttuoso. Tutti i
documenti emessi vanno ad incrementare i rifiuti solidi urbani della città di
Furbopoli e, nel frattempo, Arturo Durissimo ha visitato tutti i centri storici
parcheggiandoci dentro, occupando lo spazio esterno al veicolo in violazione di
legge.
UNA
SOLUZIONE
Per
fermare gli Arturo Durissimo, per impedire l'abuso di un'area di parcheggio da
parte di chicchessia, nomadi compresi, con autocaravan (autoveicolo) e/o con
caravan (rimorchio), è felicemente risolta allorquando la Pubblica
Amministrazione:
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definisce l'area "AREA DI SOSTA" e, richiamando il comma 6,
dell’art. 157 del Codice della Strada, autorizza la sosta non oltre le 48 ore,
facendo obbligo ai conducenti di segnalare l'orario in cui la sosta ha avuto
inizio,
-
stabilisce un giorno preciso per la pulizia settimanale dell'area con rimozione
forzata dei veicoli richiamando sia il punto a) del comma 1, dell’art. 14 del
Codice della Strada e sia il punto d) del comma 1 dell’art. 159 del Codice
della Strada,
-
vieta ogni forma di campeggio, richiamando i commi 2 e 4 dell’art. 185 del
Codice della Strada,
-
provvede ad installare la segnaletica all'uopo prevista dal Regolamento
d’Esecuzione del Codice della Strada;
Per
fare l'ordinanza ci vogliono dieci minuti e per renderla esecutiva bastano circa
300 euro di spesa per l'apposizione della segnaletica stradale
regolamentare (pali, cartelli e mano d'opera).
La
nostra pluriennale esperienza a livello nazionale evidenzia che nessun nomade si
accampa dove insiste la segnaletica e, qualora avvenga, la Polizia Municipale
(deputata dall’art. 12 del Codice della Strada) deve intervenire
tempestivamente, gentilmente e verbalmente invitando all'allontanamento. E’
loro compito far presente che si tratta di area non destinata e non attrezzata
all'accoglienza nomadi. In caso di resistenza all'invito, la Polizia Municipale
deve tempestivamente chiedere il supporto della Polizia di Stato, dei
Carabinieri, della Guardia di Finanza, per procedere alla verifica delle persone
e dei veicoli. In conclusione, è necessario sia tutelare i cittadini e sia
difendere i diritti di detta minoranza, quei diritti che potrebbero essere
inficiati da virulenti conflitti sociali derivati proprio dall'occupare
arbitrariamente spazi non attrezzati a ricevere il loro stanziamento. Come
avete letto, non è il verbale che spaventa l'Arturo Durissimo di turno, ma
disturba il sentirsi oggetto di continui controlli e terrorizza la rimozione del
veicolo/rimorchio perché si è costretti a sborsare subito una cifra non
indifferente. Anche se nel caso dei nomadi è possibile che non paghino il
verbale, intanto i loro veicoli vanno in depositeria e se li vogliono indietro
devono farsi identificare, poi devono pagare la rimozione, pena il diritto di
ritenzione, e se l'autocaravan non viene ritirata entro 180 giorni è alienata
d'ufficio.
L’ESEMPIO
DA SEGUIRE
A Castellina in Chianti (Siena), il semplice recarsi di un vigile urbano, un paio di volte in un giorno, per controllare il parcheggio attrezzato, il suo avvicinarsi gentilmente alle autocaravan dei nomadi che fanno il bucato e/o occupano lo spazio esterno al veicolo, invitandoli ad allontanarsi entro la mattina successiva, determina sempre la loro partenza. Vale ricordare che i nomadi hanno l'esigenza di stabilire preventivamente dei punti ove incontrarsi e, il doversi allontanare, rende per loro l'area non classificabile tra quelle a loro utili ed il loro tam tam è più veloce della posta elettronica.