GITE / VIAGGI
![]()
Monte Sant'Angelo e il Fantasma del Castello
La nostra terza tappa alla ricerca dei luoghi del mistero ci porta nel suggestivo paesino pugliese per raccontare storie d'amore e di mistero
È
il centro più elevato del Gargano. Si trova ad 843 metri sul livello del mare
su uno sperone meridionale del promontorio che, verso ovest volge lo sguardo al
Tavoliere, e verso est contempla il golfo di Manfredonia. Questo piccolo paese
dell’area garganica è caratterizzato da case ad ampi archi esterni e strade a
larghi gradini. La porzione più suggestiva dell’abitato è rappresentata dal
quartiere noto col nome di rione Junno. Qui le case sono addossate le une sulle
altre, a schiera, e sembrano incorniciare tra balconcini bianchi e modeste
ringhiere il passeggio dei visitatori.
A nord-ovest dell’abitato, con la montagna alta e brulla a fare da sfondo, si
possono scorgere i resti del Castello. Un luogo ricco di storie e leggende,
dall’aria decadente e suggestiva. la cui antica fondazione risale forse già
all'epoca romana. Le prime notizie certe sono però del IX secolo, quando il
Gargano era in mano ai longobardi di Benevento. Con i normanni il castello subì
importanti modifiche e la città fu circondata da mura. E' con Federico II che
la fortezza venne ad assumere una eccezionale importanza strategica garantendo
il controllo territoriale e militare di tutto il Gargano. L'Imperatore ne
deteneva, come nella maggior parte dei castelli, la signoria diretta; alla sua
morte questa passò a suo figlio Manfredi, che la offrì a sua volta, in segno
di rispetto al fratello Corrado, l'imperatore erede.
In seguito gli Angioini gli affidarono la triste funzione di prigione per i
familiari e i congiunti di Manfredi. Nel '300 vi nacque Carlo III, re
contrastato del regno, e vi fu strangolata la regina Giovanna I, prigioniera
dello stesso Carlo. Anche gli Aragonesi intervennero, adeguandolo alle nuove
tecniche di guerra.
Il castello non ha una pianta regolare: il corpo principale si estende verso
terra ed è caratterizzato da due torrioni rotondi, da un vasto cortile centrale
e dalla cosiddetta "Torre dei giganti" di epoca normanna. Ma la parte
più suggestiva è il bastione a punta di lancia arrotondata che si eleva a
strapiombo su una rupe impressionante.
Qui c'è il Fantasma di Biancalancia, l'unica donna che Federico II abbia
veramente amato. Dato che fu tenuta qui prigioniera contro il suo volere, spesso
la si vede vestita di bianco e si sentono i suoi lamenti, particolarmente nel
periodo invernale ovvero quello della prigionia. Inoltre vi è una leggenda che
vuole che la pianta selvatica che cresce sulle torri del castello, e che cresce
solo in questo posto nel mondo, sia dello stesso identico colore della veste
indossata da Biancalancia quando si lanciò dal torrione principale.