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MONTE BALDO
UN
BALCONE SUL GARDA LUNGO 40 KM
A chi ama uscire dalle strade e dalle località più frequentate (e non disdegna di camminare con le proprie gambe) il lago di Garda offre un’opportunità per molti versi unica: la catena del Monte Baldo.
Disposta in direzione nord-sud lungo il lato veronese del bacino, con un’altezza medi adi 2000 m., la dorsale del Baldo è stata definita “il giardino botanico d’Europa” (già nel ‘500 era conosciuta con l’appellativo di “hortus Italiane”). Rimasta elusa dall’ultima glaciazione e grazie al particolare microclima, offre una flora alpina ricchissima (alcune specie sono tipiche della zona) che dall’inizio di giugno trasforma il percorso in un multicolore tappeto di fiori (v. box sulla flora).
L’itinerario completo (ma vedremo cammin facendo le possibilità di dividerlo in due o di effettuarne “assaggi” più brevi) può partire da Torbole, all’estremità nord del lago, prima con carrozzabile poi con sentiero che porta (questo primo tratto è il più faticoso per la risalita ai 1780 del Monte Varagna) al Rifugio Altissimo (2060 m.) sotto il Monte Altissimo di Nago. Le circa sei ore di cammino (da effettuare possibilmente non nelle ore più calde della giornata) vengono ricompesate dall’amplissima visione del lago sottostante e della cerchia di montagne (dal dolomitico gruppo di Brenta alle nevi dell’Adamello), mentre verso est spicca nella pianura il corso dell’Adige.
Il giorno successivo il percorso si muove come su una lunghissima passerella in quota sull’azzurro smagliante del Garda, dal Rif. Altissimo al Rif. Telegrafo (2147 m., circa 6 h), vicino alla punta omonima, attraversando via via in saliscendi la Bocca di Navene, la Colma, la Cima delle Pozzette e la Cima Valdritta (2218 m., la più alta di tutta la cresta).
Attenzione: chi non vuole sobbarcarsi la fatica della prima tappa, può salire direttamente da Malcesine vicino alla Colma, valendosi (molto consigliabile) della nuova, panoramicissima funivia con cabine rotanti, che copre il dislivello di 1650 m. Malcesine-Monte Baldo in dieci minuti. Dall’arrivo della funivia si può andare indifferentemente verso nord al Rif. Altissimo e verso sud al Rif. Telegrafo.
Gli escursionisti più ostinati, che non vogliono valersi della funivia per la discesa, dopo la seconda tappa al Rif. Telegrafo possono continuare per dolci su e giù fino alla Costabella, la dorsale meridionale del Baldo (Rif. Chierego, 1911 m.): da qui la scelta di come procedere è varia, poiché come alternativa al sentiero di discesa per Prada e Castelletto si può prendere la seggiovia e quindi da Prada la corriera fino al lago (per quelli che proprio non si stancano, o più avventurosi, si può anche puntare direttamente alla sponda del lago scendendo fuori sentiero per mughi e macchia).
Comunità Montana del Monte Baldo: Tel. 045/6230877
Rifugio Damiano Chiesa all’Altissimo: Tel. 0464/867130
Rifugio G.Barana al Telegrafo: Tel. 045/7731797
Il nome Monte Baldo compare per la prima volta in una carta topografica germanica del 1163. Le prime tracce di presenza umana risalgono al Paleolitico.
Durante il dominio romano vennero costruite diverse opere difensive, intorno a cui sorsero i primi, piccoli villaggi. Successivamente, fin oltre l’XI sec., il Baldo venne frammentato in numerosi domini feudali, per veder poi nascere nel XII sec. I primi comuni (Caprino, S.Zeno di Montagna, ecc.). Dopo il dominio scaligero, il Baldo fu a lungo possesso veneziano e quindi austriaco (escluso il Monte Altissimo) fino all’annessione del Veneto all’Italia.
Durante la prima guerra mondiale la zona divenne terra di confine e vi vennero edificate diverse fortificazioni, di cui restano numerose testimonianze. In questo periodo vennero costruite anche strade militari, tra cui la strada “Generale Graziani” che corre poco sotto la cresta sul versante scaligero del monte.
Inventata nel 1933 (i negozianti la vendevano in panetti o la affettavano da pani più grossi), scomparsa una trentina di anni fa con la chiusura della ditta Vivaldi di Bardolino, è stata resuscitata da Simone Campanari, agricoltore di S.Zeno di Montagna. Scelti i frutti migliori (secondo un disciplinare comunitario), li ha affidati a Silvia e Daniele Savi della trattoria Montecurto di Lavagno (famosi per le confetture vendute anche su internet). Ingredienti semplicissimi: maroni di San Zeno e zucchero di canna.
Risultato: da provare.
La Trattoria Montecurto: Tel. 045/9882332
Caratteristica del Baldo è il passaggio, a mano a mano che ci si alza, da un ambiente di tipo mediterraneo ad un ambiente di tundra alpina. La parte più elevata della catena, risparmiata dalle glaciazioni del Quaternario, ha permesso a diverse specie vegetali e animali, estinte altrove, di sopravvivere come su un’isola: questo spiega la compresenza di specie vegetali tipiche delle zone calde accanto ad altre tipiche delle zone temperate o fredde.
Per quanto riguarda la fauna, frequenti gli avvistamenti di caprioli, di camosci (reintrodotti) e di marmotte. Tra i rapaci sono presenti l’acquila reale, lo sparviere, la poiana, il nibbio; tra i rapaci notturni, il gufo e l’allocco. Ancora, non è difficile incontrare il gallo forcello e la coturnice, ed è molto diffuso nei boschi il picchio rosso.