RACCONTO DI VIAGGIO DALLA GRECIA
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Un reportage dal Peloponneso che ci parla della Grecia antica e di quella moderna, degli aromi e dei sapori della cucina, dei panorami incantati e delle volte celesti senza dimenticare un po' di indicazioni sull'accessibilità dei luoghi e delle strutture.
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Da Patrasso, usciti dal porto, prendo la direzione di Atene e mi avvio sull'autostrada che mi porterà prima a Corinto poi a Argo e infine per a Tolo, nel Golfo dell'Argolide. Questo piccolo paesino, prima tappa del mio viaggio, è costruito sulla strada che costeggia il mare. La prenotazione del traghetto è l'unica cosa che ho fatto fare alla agenzia per il resto 'tutto all'avventura', compreso il trovare un posto da dormire. Inizia quindi la ricerca. Mi sono spostato verso sud lungo la costa fino al vicino paesino di Drepano dove su un lungomare che si affacciava di fronte a Tolo ho trovato un camping, il Triton II che addirittura esponeva il simbolo dell'accessibilità. Poco dopo però ho letto un cartello con 'rent beach house' che mi ha incuriosito e dopo una breve ricognizione per tutto il lungo mare mi sono recato all'interno del cortile a chiedere se avessero camere da affittare ed ecco, come nei migliori film, mi viene proposto un bungalow fronte mare con una camera da letto con angolo cucina, bagno (piccolo) e una pergola dotata di tavolino e sedie per i momenti di relax, completamente arredato e attrezzato. Il proprietario un anziano greco parlava qualche parola di italiano ed ha fatto veramente gli onori di casa mettendomi a mio agio e proponendosi di risolvere gli eventuali problemi che avessi incontrato. Insomma questa piccola casetta era un vero paradiso romantico! Verso sera sono tornato a Tolo dove è veramente gradevole farsi una passeggiata prima e dopo cena sul lungo mare. Troverete sicuramente il modo di iniziare anche a spendere soldi per l'acquisto di souvenir e regalini vari da portare a casa agli amici. Mi sono fermato a cena in un bel locale con giardino e pergole esterne 'Chez Gilles' (nome poco greco a dire il vero!) dove ho iniziato il mio viaggio enogastronomico nel Peloponneso (se vi interessa il menu date un'occhiata al box Per saperne di più). Siamo nella culla della cultura greca antica e quindi non mancano i posti da visitare. Partiamo da una della sette meraviglie della grecia: Il teatro di Epidauro. A circa 40 minuti d'auto da Tolo, arrivati nel grande parcheggio cerchiamo di arrivare il più vicino possibile all'entrata, dato che per un bel tratto la pavimentazione è costituita da terra battuta e ghiaia. Alla biglietteria esiste uno scivolo con una pendenza molto bassa. A questo punto andate sempre dritto di fronte a voi e non fatevi scoraggiare dall'insegna che dice di salire una lunga scalinata per arrivare al teatro: proseguendo dritto infatti, la stradina asfaltata che sale prima verso sinistra poi gira verso destra vi porterà direttamente dentro allo spiazzo dove è situato il teatro. Non rinunciate all'occasione di mettervi al centro della 'scena' segnato da una roccia rotonda da dove potrete fare una esperienza davvero unica di questo teatro! Credetemi è impossibile descrivere l'acustica di questo luogo costruito nel IV secolo a.c. da Policeto il Giovane che lo realizzò scavando le pendici della collina e che è in grado di contenere 14000 persone! Sentirete perfino l'eco dei vostri pensieri! Provare per credere. Ma ricordatevi che tutto questo funziona solo fin che siete sulla roccia rotonda perché appena vi spostate, anche solo di un metro, tutto cambia. Il museo vi riserverà la sorpresa di uno scivolo all'ingresso che si esaurisce, purtroppo, nella prima sala. Per superare i due scalini che vi conducono nella seconda potete contare sulla disponibilità del personale di servizio. Più proibitivo l'accesso alla terza sala (cinque gradini) che potrà comunque essere ammirata dalla soglia. Non dimenticate poi di fare tappa anche a Napflio o Nauplia, dove dal lungomare potrete vedere uno splendido Castello adagiato in mezzo al mare, dominato dall'alto dalle Palamidi, antiche mura resti di fortificazioni che dominavano il Golfo d'Argolide. Vale la pena fare quattro passi nel centro di questa piccola cittadina una volta importante centro strategico di tutto il Golfo. In quanto alle possibilità di pranzare poi i locali sono i più vari e sono sicuro che saprete trovare dall'angolo caratteristico a quello romantico nel giro di pochi passi. Questa piccola cittadina è infatti famosa per le atmosfere veneziane che scaturiscono dai suoi palazzi e dalle sue piazze e quel suo gusto così classicheggiante di una città che fu, nel passato, la prima capitale della Grecia moderna. La prossima meta sarà Atene. E' fuori discussione che se si va in Grecia bisogna andare a vedere il Partenone. Peccato che sia completamente inaccessibile così come anche l'Agorà che si trova poco più sotto. E' comunque emozionante vedere questi monumenti così da vicino e sapere quanta storia sia passata su quelle pietre. Purtroppo tutta Atene non brilla certo per l'accessibilità della città, mentre il traffico automobilistico è veramente caotico. Ripartito da Atene l'obiettivo è Sparta e poi Ghitio. Purtroppo però a Tripoli (snodo intermedio del percorso) ho perso le indicazioni che tutto a un tratto sono diventate solo in greco e mi sono ritrovato a Megalopoli (al contrario del nome altisonante è un piccolo paesino alle pendici della montagna) e ho dovuto quindi fare un giro incredibile arrivando a Kalamàta attraversare i monti per arrivare a Mystra poi Sparta ed infine Ghitio, meta della mia seconda tappa. Durante questo imprevisto ho scoperto che stavo attraversando il monte Taigeto, e l'emozione è stata forte. Da qui infatti gli antichi spartani buttavano i bambini disabili. Ora per fortuna c'è un bellissimo chiosco dove fare una sosta al fresco e consumare una bibita approfittando del paesaggio veramente unico reso persino accessibile da uno scivolo, in verità un po' ripido, ma visto dove siamo... Ci sarà anche l'occasione per comprare souvenir e miele: in questa parte della Grecia ogni paese ha un suo tipo di miele e per gli amanti del genere è qualcosa di veramente speciale. Se ne avete l'occasione vale la pena di passare per Mystra anche se purtroppo potrete vederla solo da lontano, cioè dal fianco della montagna dalla quale si arriva, visto che è tutt'altro che accessibile. Ho attraversato Sparta all'imbrunire ma, sia vista dall'alto che attraversandola in auto, a parte la necropoli di indubbio valore storico, non presenta caratteri di estremo interesse. Con il buio arrivo infine a Ghitio, che viene definito dalle guide come un affascinante paesino Dopo un paio di giri per la zona mi sono fermato in un affittacamere situato sopra il piccolo porticciolo a fronte della piccola isoletta (ormai collegata alla terra da un molo stradale) famosa per essere stata la prima tappa di Elena nella fuga da Troia. Due alti scalini per entrare e la camera fronte mare, con balcone, il bagno purtroppo un po' piccolino. Nella camera posteriore il bagno era più grande ma non potevo certo godere di quella magnifica vista sul porto e quindi ho preferito la prima alla seconda, sacrificando la comodità al panorama che mi consentiva di godere questa camera. Durante la notte, dormendo con la finestra del balcone aperto, ho potuto godermi lo spettacolo della volta celeste comodamente steso sul mio letto così come al mattino dalla stessa posizione ho potuto vedere l'alba e il sole sbucare dai monti situati nella parte opposta del golfo. Due spettacoli da ricordare per tutta la vita. Parto di buon mattino per Dirou per andare a visitare le famose grotte che Omero racconta fossero le porte di ingresso dell'Ade, l'antico inferno. L'arrivo è in un paesino di poche anime attraversato il quale troverete la strada panoramica che vi porta alla biglietteria. Ovviamente prima di pagare è meglio chiedere se sono accessibili e nel mio caso mi hanno detto che c'erano circa 20 scalini da affrontare per scendere fino all'imbarco. Le grotte infatti si visitano tutte in barca, ma mi viene comunque detto che posso scendere che qualcuno mi aiuterà. Al mio arrivo all'entrata tutti mi hanno aiutato (anche in troppi come solito) a scendere mentre una volta arrivati all'imbarco sono salito da solo. Quindi seduto in questa piccola barca a 8 posti con il nostro moderno Caronte abbiamo affrontato la visita in un modo piuttosto originale. Il conduttore della barca infatti non usa nessun remo per farla avanzare, ma si serve di un bastone che appoggia nella volta della grotta piuttosto che contro le pareti e in questo modo ci si muove in modo molto veloce e silenzioso immergendosi al loro interno per circa 1400 metri che si copre in circa 45 minuti. L'arrivo ho poi scoperto che non coincide con la partenza e quindi quando tutti sono scesi io sono stato riportato, in un giro molto più breve al punto di partenza, dove ho potuto recuperare la mia carrozzina ed essere riportato all'entrata in un tempo record, inferiore a quello necessario agli altri per completare il percorso a piedi e salire i circa 100 gradini che li separa dalla luce. Potrete inoltre visitare il museo che contiene tutti i ritrovamenti effettuati in quell'area o continuare la piacevole giornata sulla splendida Baia di Limeni dove le grotte si affacciano. Da qui riparto per Capo Tanero punto estremo delle penisola del Mani. Qui il paesaggio è decisamente lunare, solo rocce e sassi bruciati dal sole. Ma neppure in queste zone, per quanto sperdute, mancano le occasioni di ghiotti incontri con taverne originali. Una delle caratteristiche di questo paesaggio sono le case a forma di torre quadrata, potrete trovare molte di queste che affittano camere, ma a dir la verità una volta visto questo paesaggio non mi ha stimolato chissà quali idee e sono ripartito per Stuopa a circa 45 kilometri da Kalamàta a 70 da Dirou sotto le pendici del monte Taigeto, una piccola icona di bellezze naturali e accessibilità. Splendida spiaggia e un mare con colori stupendi e un lungomare di circa 1 chilometro alla fine del quale (provenendo da Kalamàta) si trova l'Hotel Castro. Questo non mancherà di attirare la vostra attenzione con lo scivolo che arriva fin sulla strada principale. Una volta entrati vi troverete di fronte alla reception al fianco del quale parte il corridoio che vi porta nel corpo centrale dove 3 rampe consecutive (in verità un bel po' ripide, ma siamo sotto il Taigeto) ci portano al piano rialzato dove sono presenti 4 camere di cui 2 abbastanza accessibili. Oltre che hotel Castro è anche un ristorante e potrete cenare fronte mare su una terrazza gustando grigliate di carne o pesce di veramente ottima qualità e non dimenticate di provare il vino Enomessinaake e il dolce Karedopeta a base di noci, miele, cannella e scaglie di cioccolato, una vera lecornia. Da non perdere il tramonto, al quale potrete assistere anche dal lungomare, piuttosto che dalla pergola dell'albergo oppure seduti in uno dei tanti locali, taverne o bar, a sorseggiare Ozou (bevanda a base di anice) o bevendo un bicchiere di Koutraki tradizionale di quello spillato. Vicino all'hotel spicca una piccola taverna, non tanto per l'arredamento o l'originalità del posto, ma quanto per il magnifico maiale allo spiedo che fa bella mostra di sé sotto la teca di vetro, che viene alzata ogni volta che il proprietario ne taglia una fetta consistente da servire ai clienti. Terza tappa: Olimpya. Arrivando da Pyrgos vedrete da lontano il teatro sulla vostra destra incastonato in una montagna ed è anche possibile arrivarci direttamente con l'auto sia sopra che sotto, dove sono anche collocati dei servizi igienici accessibili. Per arrivare all'area archeologica dovrete attraversare tutto il paese, tra l'altro pieno di tantissimi negozietti. Lasciata l'auto al parcheggio potrete recarvi presso la biglietteria per poi entrare per un sentiero in terra battuta e ghiaia, purtroppo in certi punti un poco troppo abbondante. Le discese sono ripide e anche un pochino sconnesse ma credo che di più non si possa pretendere visto la zona. L'area visitabile occupa i tre quarti della superficie complessiva. Per quanto mi riguarda la parte più emozionante di questa visita è stata sicuramente lo stadio dove avvengono le celebrazione della accessione della Fiaccola Olimpica ogni 4 anni. Prima di ripartire con il traghetto ho avuto il tempo per fare una visita a Patrasso: esiste infatti di fronte al porto una grande isola pedonale dove ci si muove facilmente e si possono spendere gli ultimi spiccioli in ottimi negozi spesso accessibili.
di Roberto Vitali |