GITA IN FRIULI VENEZIA GIULIA

Nella serata di venerdì 21 aprile erano presenti, nell’area attrezzata “Le Grave”di Falzè di Piave, tutti gli equipaggi che si erano prenotati per la gita in Friuli – Venezia Giulia: 8 camper/16 persone.

Il mattino di sabato 22 aprile fa prevedere una splendida giornata di sole: quindi partenza verso le ore 9,00 in direzione Ponte Priula, Conegliano, Sacile, Portogruaro.Qui prendiamo la A/4 fino a Palmanova. Usciti dalla A/4  andiamo in direzione Cervignano del Friuli, Aquileia, Grado, dove raggiungiamo il posto sosta nell’Isola della Schiusa , già pieno di camper, verso mezzogiorno. La giornata è stupenda, piena di sole e la laguna di Grado offre un paesaggio unico. Dopo pranzo, visita al centro storico e turistico di Grado, senza tralasciare la basilica di S. Eufemia del VI° secolo, il vicino Battistero (V° sec.), la piccola Chiesa di S. Maria delle Grazie (IV° e VI° sec.) ed i resti della Basilica paleocristiana ( foto di gruppo). La tiepida serata ci fa decidere di rimanere qui a Grado per il pernottamento. All’indomani, domenica 23 aprile, trasferimento ad Aquileia che dista pochi chilometri da Grado. Posteggiare i camper ad Aquileia oggi è problematico dato il notevole afflusso di turisti. Ci viene in aiuto la cortesia di un ristoratore che ci consente di rimanere nel suo piazzale non oltre le ore 11. Il tempo a disposizione è sufficiente per visitare l’interno della famosa Basilica Patriarcale (XI° sec.) con i pregevoli elementi architettonici ed i preziosi mosaici, nonché gli affreschi della cripta. Usciti, passeggiata lungo la via Sacra al porto romano fluviale e di qui ai resti del foro romano, fino a raggiungere il sepolcreto romano, con le tombe di famiglia databili dal I° al IV° secolo. Lasciato il piazzale di parcheggio, prendiamo  la strada che da Aquileia va verso Ronchi dei Legionari per giungere poi a Redipuglia , dove prendiamo posto per la sosta di mezzogiorno negli ampi piazzali parcheggio antistanti al Sacrario Militare, che si sviluppa a gradoni sulle pendici del monte Sei Busi, dove sono raccolte le salme di 100.000 caduti durante il primo conflitto mondiale. Terminata la visita al Sacrario Militare ed all’annesso museo della guerra, riprendiamo la strada verso Gorizia che dista appena una ventina di chilometri. L’area attrezzata per la sosta camper è quasi in città, in via Oriani angolo via Virgilio, e noi la raggiungiamo facilmente.

L’area si presenta ben tenuta e ben attrezzata, con molti posti a disposizione non solo per i camper.

Per concludere la serata non poteva mancare la pastasciutta conviviale, preparata con la … cucina da campo, con maestria, in breve tempo (il tempo di bollire l’acqua…). Molto gradita la visita di Claudio Galliani , mitico “patron” dei camperisti goriziani, passato a salutarci in allegria! Dopo cena passeggiata nel centro storico di Gorizia fino al “valico pedonale” per Nova Gorica (presso la vecchia stazione ferroviaria asburgica). Interessanti le notizie storiche forniteci da un dotto e cortese signore di Gorizia sulle vicende legate all’ultimo conflitto mondiale nella zona di Gorizia.

La visita a Gorizia incomincia nella mattinata di lunedì 24 aprile. Raggiunto il centro, visita al Duomo, poi salita al Castello per ammirare il paesaggio della valle dell’Isonzo. Il Castello venne costruito nel XII° secolo dai conti di Gorizia , fortificato ed ampliato con diversi edifici in vari periodi , è situato su una rocca e costituisce  un eccellente punto panoramico. Ridiscesi, dopo ulteriori visite, prima di rientrare ai camper, approvvigionamenti vari al mercato coperto e negozi vari. Nel primo pomeriggio (nel frattempo siamo stati raggiunti dal camper del nostro socio friulano Marco che ci accompagnerà fino ad Udine) partenza per Cividale del Friuli. Parcheggiati i camper in un piazzale vicino alla stazione ferroviaria, data anche la calura pomeridiana, non poteva mancare la visita al Ponte del Diavolo sul fiume Natisone e poi la discesa sul greto del fiume per rinfrescarci al cospetto delle azzurre acque (foto di gruppo con il ponte).Non poteva, infine, mancare la visita al “tempietto longobardo“o Oratorio di S. Maria in Valle che è una importante testimonianza di arte altomedievale (VIII-IX secolo) sia per l’architettura e per la decorazione plastica e pittorica dell’interno. Va  pure ricordato che Cividale del Friuli nel VI° secolo divenne il primo ducato longobardo in Italia. Partiti da Cividale del Friuli in poco tempo arriviamo ad Udine, dove in via Chiusaforte (vicino all’Ospedale Civile) prendiamo posto nell’ampia e confortevole area attrezzata per camper. La temperatura è mite e la serata ci invita a passarla in compagnia tutti assieme fuori dei camper. Degustazioni varie (gubane e dolcetti vari ).Martedì 25 aprile è Festa Nazionale e noi ci avviamo a piedi (ci accompagna un amico di Udine, Claudio Orazi, che poi ci lascerà in piazza S.Giacomo) verso il centro di Udine. Per le cerimonie del 25 aprile i partecipanti stanno ammassandosi in piazza della Libertà e nel Palazzo del Comune. La nostra comitiva decide di salire al Castello, che è un imponente palazzo, sorto sui resti del castello patriarcale. Da lassù si gode un ottimo panorama sulla città. Nel frattempo echeggiano le note delle varie fanfare miste a lontane voci di altoparlanti. Scesi dal Castello assistiamo agli ultimi scampoli delle cerimonie celebrative, per poi raggiungere il Duomo per la continuazione delle visite. Verso le 12,30/13,00 rientriamo ai camper. Per 5 equipaggi la gita termina qui a Udine, in quanto rientreranno nel pomeriggio a Trento o a Rovereto, mentre la stessa proseguirà per i rimanenti 3 equipaggi, che rientreranno domani.

Verso sera i 3 camper prendono la direzione di Spilimbergo, Maniago, Montereale Valcellina per raggiungere poi Barcis, in  Valcellina, nel nuovo posta sosta, sulla  riva dell’omonimo lago. Al mattino seguente, mercoledì 26 aprile, risaliamo la Valcellina, costeggiando il torrente Cellina dalle azzurre/verdi acque, verso Claut e Cimolais. Al passo di S. Osvaldo breve sosta per il caffè (e per la  raccolta di “denti de cagn”-taraxacum officinale-). Intanto si intravede l’immane frana del monte Tòc: siamo nella zona della diga del Vajont, con in alto alla nostra destra i paesi di Erto e Casso. Fermatici in un posteggio a lato della strada, non possiamo fare a meno di andare indietro con la nostra memoria alla tragica sera di quel mercoledì 9 ottobre 1963: ricordo che ancora oggi ci riempie di commozione per il grande tributo di vite umane sofferto da quelle popolazioni e di sdegno per il solito cinismo dei  poteri forti,  unici responsabili della tragedia. Scendendo la strada che porta dal bacino del Vajont a Longarone, la diga, vero mostro tecnologico, rimane intatta e inutile quale monito perenne. Da Longarone la strada delle dolomiti ci porta a Belluno, quindi a Feltre dove ci fermiamo per il pranzo nell’area attrezzata (zona Prà del Vescovo) vicino al Palaghiaccio e all’Ospedale. Da Feltre il ritorno a Trento ed a Rovereto, girando per Arsiè (tunnel), Supervalsugana, statale del Brennero.  Arrivederci per un’altra gita!

Nello Conte

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