GITE / VIAGGI
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LA CASCATA DEL SERIO
Anche il Serio, come molti fiumi, ha la sua leggenda. Questa racconta di un signore locale la cui figlia aveva la pretesa di essere le più bella della zona.
In realtà, la più bella valle era una giovane di Bondiole, che venne rinchiusa in una segreta del castello perché non potesse essere vista da nessuno. Prigioniera senza speranza, non le restava che piangere, e tanto pianse che le sue lacrime inondarono il castello, sgorgarono al di là delle mura, e scorrendone fuori crearono quell’incredibile salto d’acqua dall’alto del monte fino alla piana sottostante.
Naturalmente, lì non c’è mai stato nessun signorotto o castello, ma solo qualche baita abitata da gente che stentava a vivere. Invece la cascata c’era, già ne parlano le cronache del XVI sec.. Tal Giovanni Maironi da Ponte (1748-1833) si recò espressamente sul posto per darne un accurato resoconto: “Per ben godere di tale piacevole veduta occorre discostarsi alquanto dalla strada ed attraversare una piccola folta selva… Qui incominciasi a sentire lo strepitoso mormorio della caduta; ed una leggera pioggia innalzata dal vento… avvisa della presenza di questa grande cascata”.
Un altro viaggiatore, l’abate Agostino Salvioni di Bergamo, scriveva qualche anno dopo:”…uno de’ più belli spettacoli della natura, una cascata che non ha pari in Europa. Qui l’acqua del Serio cade a perfetto perpendicolo e sembra una colonna di amianto o una nube che precipiti dall’alto”.
Nel 1897 già il Club Alpino Italiano vi organizzava una gita sociale.
Il resoconto diceva:”Bisogna fermarsi tant’è attratto lo sguardo da quella massa d’acuqa che si slancia nel vuoto e non tocca più terreno che dopo sei secondi, quindi rimbalza e si frange per due altri scaglioni, vincendo un’altezza complessiva di 315 metri”.
Una premessa: nel 1883 alcuni negozi della Galleria di Milano sono illuminati con la luce elettrica, la cui richiesta aumenta negli anni seguenti in modo esponenziale. Nascono nelle valli di montagna le dighe, per imbrigliare l’acqua dei fiumi e mettere in moto le turbine delle centrali idroelettriche.
Viene il turno del Serio.
Nel piano del Barbellino, dove un piccolo lago creava la sottostante cascata, viene costruita una diga imponente. Nel 1931 le cascate scompaiono.
Riappariranno per la prima volta in una domenica del luglio 1969, e da allora regolarmente tutti gli anni, negli ultimi anni per cinque giorni.
Si arriva a Valbondione da Bergamo prendendo la strada della Valle Seriana e percorrendola praticamene fino in fondo (52 km, evitare di prendere, verso la metà, il bivio per Elusone, che peraltro merita una visita, e continuare diritto).
Per informazioni: Ufficio Turistico Alta Valle Seriana, via Europa 111/b 24028 Ponte Nossa (BG), Tel. 035/704063, info@valseriana.bg.it Pro Loco Valbondione: Tel. 0346/44018
Le cascate del Serio sono le più alte d’Italia con 315 metri di altezza (le seconde in Europa), con un triplice salto di 105, 74 e 75 metri rispettivamente.
L’apertura
per il 2004 è prevista per i seguenti giorni:
20
giugno
18
luglio
22
agosto
12
settembre
3
ottobre
L’accesso più veloce è da Valbondione (per arrivarvi v. box).
Dalla frazione Grumetti si prende la mulattiera che porta a malsana (30 min.), si attraversa il ponte medioevale della Piccinella sopra il Serio, si prosegue per il sentiero a sinistra e si arriva in 15 min. alla zona di grandi macigni da cui si assiste allo spettacolare salto. Tempo complessivo 45 min., dislivello dagli 879 m. di Valbondione ai 1200 circa, difficoltà: nessuna.
Aziende
agrituristiche:
Cascina Salvasecca, Tel. 0346/44585
Stala di Mostacc, Tel. 0346/44113
Rifugio Curò, 1915 m., Tel. 0346/44076 (2,30 h. da Valbondione), apertura continuativa lug./ago./sett., festivi e prefestivi mag./giu./ott. (il rifugio sorge accanto alla diga del Barbellino che dà origine alla cascata)
Rifugio Coca, 1891 m., Tel. 0346/44035 (2,30 h. da Valbondione), apertura come il Curò.