CANYON DEL RIO SASS

 

In data 29 settembre 2002 un folto gruppo di equipaggi si è trovato in quel di Fondo, presso il lago Smeraldo, per trascorrere un weekend in tranquillità a stretto contatto con la natura. Nelle giornate di sabato e domenica sono state svolte diverse attività: chi è andato per funghi (con ottimi risultati), chi è andato in mountain-bike, chi ha giocato a calcio e chi ha preso il sole, ma l'attrazione clou è stata la visita di domenica mattina al Canyon Rio Sass, presenziata dal Sindaco di Fondo, con la gentile consorte, che ha accolto tutto il gruppo con un caloroso saluto.

Il percorso di 800 metri del Canyon si snoda lungo la profonda gola tagliata nella roccia dall'azione millenaria delle acque del rio.

Ai primi giorni del mese di luglio, la zona di Fondo era salita agli onori delle cronache per la presenza di quello che si pensava potesse essere un uovo di dinosauro e che si è invece rivelato come un sasso (peraltro misteriosamente scomparso). Il percorso attrezzato lungo la forra di Fondo – in quello che per tutti è già “il canyon” – è invece destinato a diventare un richiamo, per gli amanti della natura, di prim’ordine. Realizzata dal Servizio ripristino e valorizzazione ambientale della Provincia di Trento, la passerella si sviluppa – in uno scenario di assoluta bellezza e di grande suggestione – lungo 800 metri e attraversa, con un dislivello di 140 metri, il canyon del rio Sass a Fondo. Per la realizzazione di questo percorso sono stati impiegati 60.000  chilogrammi di ferro lavorato in pezzi unici posati man mano e modellati su misura al fine di seguire l’andamento del canyon. Nel giro di circa 24 mesi, distribuiti nell’arco di sei anni, il Consorzio Lavoro Ambiente, tramite la Cooperativa Lagorai-Fiemme (la squadra era mediamente composta da tre operai) ha creato questa lunghissima passerella del costo complessivo di 335.700 Euro (circa 650 milioni di Lire). Così, ora a Fondo la passeggiata del Rio Sass si è allungata in modo sensibile: dal centro abitato si va, verso nord, al Lago Smeraldo e, verso sud, lungo un percorso di strette passerelle nel cuore della forra, al minuscolo centro di Vasio dove sorge Castel Vasio (XII sec.), oggi abitazione rurale.

Calzando delle comode pedule da montagna, lungo il tracciato in direzione del bacino lacustre si può vivere, anche in notturna, un’elettrizzante avventura fatta di storia e geologia ed ammirare un antico lavatoio, un tempo sfruttato dalle donne della borgata; un ponte romano, che anticamente assicurava il collegamento fra le due sponde del torrente Rio Sass; la fedele ricostruzione di due vecchi mulini ad acqua. Più avanti, sulle pareti del burrone, si notano piccole “marmitte dei giganti”, cavità circolari simili a fori prodotte dall’incessante lavorio di ciottoli roteanti trascinati dall’acqua; ed ancora un masso erratico, un enorme blocco in granito di origine glaciale trasportato da un antico ghiacciaio ed incastrato a circa sette metri di altezza nella forra. Continuando la passeggiata, si giunge ai piedi della cascata che sgorga dalla diga  artificiale costruita nel 1965 a sbarramento del Lago Smeraldo, posto a 1004 metri di quota. Ora, con il completamento verso sud, il canyon si presenta al pubblico nella sua totalità.

Con partenza dalla località “Mulino de la Pia” in via Segantini, località “Giò a l’aca”, dove gli accompagnatori consegneranno ai visitatori l’attrezzatura di sicurezza (casco e mantellina impermeabile), ci si cala lungo una scenografica sequenza di passerelle e scalinate nel sottosuolo del paese le cui case si affacciano a picco ai limiti della voragine. La natura offre qui uno spettacolo unico di capolavori in roccia modellati nel corso dei millenni dall’impeto rimbombante dell’acqua che scende a valle senza sosta. Salti, cascate, passaggi, e cunicoli larghi poche decine di centimetri si alternano in vorticose sequenze che regalano all’ospite un forte coinvolgimento dei sensi. L’emozione continua fino a località Bagni, posta immediatamente a nord di Vasio, dove nel 1838 fu casualmente individuata una sorgente di acqua acidulo-salino-ferruginosa, oggi  esauritasi, che diede vita fino agli anni ’50 – ’60, ad uno stabilimento di bagni pubblici attrezzato con vasche termali di legno e zinco. Da qui, lungo la stessa via, si risale fino al paese.

 

Note.

Le visite guidate si effettuano tutti i giorni dal 30 giugno al 16 settembre 2001 con orario: ore 9,00 escursione mattutina; ore 14,30 escursione pomeridiana.

Punto di ritrovo: “Mulino de la Pia” in via Segantini – Località “Giò a l’aca”.

Durata: circa 1 ora e 30 minuti (andata e ritorno).

Iscrizioni: massimo 20 partecipanti per ogni gruppo.

Quota ingresso: € 5 gli adulti  -  € 4 i bambini da 6 a 12 anni (gratis sotto i 6 anni).

L’accesso al nuovo tratto del canyon sarà consentito solamente in occasione di queste escursioni guidate. Informazioni e prenotazioni presso: Uffici A.P.T. di Fondo, Coredo e Passo Mendola.

Telefono: 0463 850000. E-mail: apt.valdinon@trentino.to

 

 

Come arrivare in Val di Non

Per raggiungere la Valle di Non si può transitare lungo l’Autostrada del Brennero A22 fino al casello di San Michele all’Adige, a pochi chilometri da Trento, salire quindi lungo la SS 43 della Valle di Non in direzione di Cles e, a Dermulo, deviare sulla SS 43-dir verso l’Alta Valle di Non – Passo Mendola oppure in direzione di Coredo-Predaia.

Chi giunge da nord può scegliere l’uscita Bolzano Sud ed imboccare la SS 42 del Tonale e della Mendola transitando sull’omonimo passo (1.363 mt), cintura di collegamento fra l’Anaunia e la Valle dell’Adige.

Da Merano, percorrere la SS 238 del Passo Palade (1.512 mt) in direzione sud da dove, dopo aver transitato nei Comuni dell'Alta Val di Non tedesca, si giunge nella borgata di Fondo.