A GIUGNO ARRIVA IL NUOVO FIAT DUCATO
![]()
Questo
modello purtroppo non ha fatto in tempo a soffiare sulle candeline accese per la
festa del tremilionesimo Ducato ma da giugno sarà nelle concessionarie.
Dapprima solo in quelle italiane e francesi, poi, settimana dopo settimana,
avanzerà a macchia d’olio anche in quelle di tutto il resto d’Europa e del
mondo.
AL
RIPARO - Realizzato come già la serie precedente a braccetto con il Gruppo PSA,
il nuovo Ducato è in effetti stato sviluppato in toto dalla Fiat. A prima vista
si può cogliere una vaga somiglianza con la Citroën C1, complici i fari
bislunghi sistemati molto in alto, ai lati di un cofano motore spiovente e
cortissimo. Tuttavia si tratta di una pura coincidenza: i proiettori sono
sistemati lì solo per metterli al riparo dai colpi bassi che volano ogni tanto
corpo-a-corpo in mezzo al traffico. La stessa preoccupazione porta alla
divisione in tre del paraurti, così da ridurre le spese di sostituzione nel
caso venga danneggiata solo una parte del fascione.
EUROSTAR
- Nel complesso, comunque, il nuovo Ducato ha un frontale piuttosto personale,
con un taglio a cuneo che pare ispirato a quello dell’ETR 500 piuttosto che
del TGV. A congiungere il bordo anteriore del tetto e la punta del paraurti è
in pratica una linea retta, una soluzione che assicura un Cx degno di un’auto
compatta e pari a solo 0,31. Nella parte posteriore, invece, gli uomini del
Centro Stile Fiat hanno come al solito rinunciato ai colpi di testa e hanno
tirato le linee più squadrate possibili, quelle cioè in grado di assicurare i
migliori risultati in fatto di capacità di carico e di sfruttamento del volume
utile.
PER
OGNI GUSTO - Come se non bastasse, alla Fiat hanno dato al Ducato anche un po’
di ormone della crescita, che lo ha fatto lievitare in tutte le direzioni. Dare
un’idea esatta delle misure è praticamente impossibile, anche perché la
gamma si compone di circa 2.000 (duemila!) versioni, che scaturiscono dai
possibili incroci di vari fattori. Il Ducato è previsto per il trasporto merci
(furgoni/autocarri a cabina singola e doppia), per il trasporto persone
(Panorama, Combi, Minibus e Scuolabus) e per allestimenti speciali (cabinati,
pianalati, scudati, doppia cabina e cabina motrice).
DIAMO
I NUMERI - Le classi di meccanica sono due, Ducato con ruote da 15 pollici e
Portata Totale a Terra fino a 3,5 tonnellate e Ducato Maxi con ruote da 16 e PTT
fino a 4 tonnellate. Quanto ai furgoni, i passi predisposti sono tre (da 3.000 a
4.035 mm), proprio come le altezze interne (da 167 cm a 217) e le dimensioni
delle porte laterali e scorrevoli. Le lunghezze totali dei furgoni sono quattro,
dai 5 ai 6,4 metri. La lunghezza interna può variare da 2,7 a 4,1 metri, con
una larghezza di 187 cm, che diventano 142 tra i passaruota. In totale, le
volumetrie del vano di carico sono sette, da 8 a 17 metri cubi. Per le gamme
cabinato e scudato ci sono invece quattro passi (sempre da 3.000 a 4.035 mm) e
cinque lunghezze, con carichi massimi ammessi sull’asse anteriore di 2.100 kg
e su quello posteriore di 2.400.
SOLO
DIESEL - Se a tagliarsi su misura il Ducato c’è da diventare matti, scegliere
il motore è questione di un attimo, anche perché le alternative per il momento
sono solo tre. I propulsori sono tutti rigorosamente a gasolio, a quattro
cilindri e sedici valvole appartenenti alla tribù Multijet, con intervalli di
manutenzione di ben 45.000 km. Apre le danze un 2.2 da 100 cv e 250 Nm con
cambio a cinque marce, seguito da un 2.3 da 120 cv e 320 Nm e da un 3.0 da 157
cv e 400 Nm entrambi con cambio a sei marce. Del 2.3 esiste anche una variante
da 130 cv con rapporti specifici destinata al solo uso per camping car. Nel
corso del 2007 la gamma si amplierà, con l’arrivo di una motorizzazione a
metano, di un cambio robotizzato e, con ogni probabilità, anche della trazione
integrale in alternativa a quella anteriore.
HIGH-TECH
- A fare da denominatore comune a tutti i motori c’è l’omologazione Euro 4,
ottenuta senza bisogno del filtro antiparticolato, che è comunque disponibile
come optional. Nella lista degli equipaggiamenti a pagamento c’è da avere
solo l’imbarazzo della scelta. Tra gli accessori più interessanti c’è una
telecamerina sistemata nello spoiler posteriore che facilita le manovre
proiettando le immagini della zona retrostante il Ducato su uno schermo messo al
posto dello specchio retrovisore. Per i più tradizionalisti ci sono i normali
sensori di parcheggio mentre è dedicato ai più tecnologici il sistema
Blue&Me che grazie al Bluetooth consente di far dialogare il proprio Ducato
con palmari, lettori MP3, iPod e telefoni cellulari.
DI
TUTTO, DI PIU’ - La dotazione di serie comprende quattro freni a disco su cui
vigilano l’Abs e l’Ebd, gli alzacristalli elettrici, la chiusura
centralizzata e l’airbag per il conducente. Quelli del passeggero anteriore,
quelli laterali e gli eventuali a tendina sono invece a pagamento, come pure il
climatizzatore. Per chi macina chilometri su chilometri sono disponibili il
cruise control e le sospensioni autolivellanti, che non solo migliorano il
comfort di marcia e il comportamento stradale ma consentono anche di regolare
l’altezza da terra e di abbassare la soglia di carico (di norma già a soli 53
cm da terra per i Ducato furgonati). Per chi non si accontenta e vuole ulteriore
tranquillità ci sono anche il controllo elettronico della stabilità Esp, che
incorpora il dispositivo Hill Holder che facilita le partenze in salita e il LAC.
La sigla è nuova e sta per Load Adaptive Control: in tara da solo tutti i
sistemi elettronici, dall’Abs allo stesso Esp, in base alla marcia inserita,
alla quantità di carico rilevata e alla esatta sua posizione.
CI
VUOLE OCCHIO - Che siano montati o meno questi marchingegni, il nuovo Ducato si
dimostra facile e piacevole da guidare. La posizione di guida migliora molto
rispetto al passato. Il volante è ora più verticale ed è regolabile in
altezza, al pari del sedile del guidatore: l’impostazione non è proprio da
berlina ma l’effetto seggiolone è scongiurato. Il nuovo taglio del muso e la
forma squadrata della carrozzeria favoriscono una buona percezione degli
ingombri nelle manovre, agevolate anche da un raggio di sterzata molto
contenuto. Un po’ di cautela comunque non guasta, viste la larghezza, che
nella stragrande maggioranza dei casi ammonta a 2.050 mm, e la lunghezza, che può
arrivare a ridosso dei sei metri e quaranta.
SUL
VELLUTO - La plancia ha un’aria massiccia, realizzata con plastiche spesse e
robuste. Ci sono numerosi cassetti portaoggetti sparsi qua e là e con i comandi
sistemati in modo chiaro e ordinato. Gli assemblaggi sono curati e anche
affrontando a passo di fanfara lo sconnesso non si avvertono cigolii o
scricchiolamenti. Buona parte del merito va anche alle sospensioni:
l’avantreno tipo McPherson e retrotreno a ponte rigido sono una scelta
classica ma sempre valida per i veicoli commerciali, a patto di non viaggiare
scarichi, pena un comportamento da canguro della coda sulle buche e sugli
avvallamenti.
CAR POOLING - Il comfort di marcia è buono, grazie anche all’efficace insonorizzazione della cabina, ben più silenziosa di quella della precedente edizione. La guida è intuitiva e non occorrono precauzioni particolari per mettersi al volante anche se si viene da una compatta. In versione Panorama il Ducato potrebbe essere anzi un’alternativa alla classica monovolume per chi non ha troppo la puzza sotto il naso, ha una famiglia molto numerosa e non vuole discutere troppo con i compagni di viaggio circa la quantità di bagaglio da portare appresso.